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giovedì, 01 novembre 2007

Fra paleontologia e mito - I veri mostri SPECIALE HALLOWEEN

Anche noi abbiamo dolcetti per Halloween: un articolo "mostruoso", che più adatto non si potrebbe. Alle origini del mito e dei mostri popolari. Le storie più curiose!

4-I veri mostri

Quasi sempre le radici del mito affondano nell'infinità del reale. Nei millenni, in ogni dove, il ritrovamento casuale di fossili ha alimentato le fantasie di interi popoli, dando origine a miti e leggende. E naturalmente ai miti sui mostri... Draghi, streghe, giganti e altre terribili creature della fantasia, spesso trovarono giustificazione di esistere, grazie ai ritrovamenti fossili. In realtà, le ossa rinvenute, malgrado l'inquietante apparenza, non appartenevano a mostri immaginari ma a specie passate. Non viviamo più nel Medioevo, e in pochi credono all'esistenza di draghi e esseri fantastici, creature impossibili. Oggi sappiamo che queste bestie ebbero modo di esistere solo nel potente immaginario umano. Le enormi ossa dei rettili mesozoici o dei mammiferi quaternari, rappresentarono per secoli una prova dell'esistenza dei mostri. Una prova improbabile. Vediamo insieme alcuni esempi, compresi quelli "all'italiana"!

Fossili e leggende

I fossili hanno da sempre rappresentato oggetti strani e misteriosi, sotterrati nel terreno. Si pensava persino che fossero i resti pietrificati dei fulmini scagliati da Giove, o altre improbabili spiegazioni. Il primo ad attribuire loro un'origine organica, fu il grande Leonardo da Vinci(malgrado fosse stato ipotizzato da alcuni ancora prima di Aristotele). L'ipotesi sull'origine organica dei reperti fossili si affermò, almeno agli inizi, grazie ai sostenitori del Diluvio Universale. Ma furono sempre oggetto di strane speculazioni. Alcuni li considerarono persino oggetti fantastici, dalle proprietà magiche e curative! Come accade tuttora in alcune zone della Cina. Fino allo scorso anno gli abitanti di alcuni villaggi scavavano di continuo alla ricerca delle preziose reliquie, credendo all'appartenza draconica delle ossa. Mentre, in realtà, non si tratterebbe di fantasiosi draghi volanti, bensì di dinosauri. Le polverizzavano o ponevano a bollire insieme con la zuppa, poi le somministravano secondo le regole della medicina tradizionale: contro il mal di testa e i reumatismi, ma anche per rimarginare ferite e lenire i dolori provocati da fratture. Incredibile! Oppure le glossopetre, dette anche lingue di luna, in realtà denti di squalo, erano considerate di origine celeste e cura per il mal di denti. Il corallo Lapis lumbricatus, oggi noto con il nome Leptoria, arrestava la caduta dei capelli, oltre ad essere un ingrediente per infallibili filtri d'amore! L'ambra è addirittura una cura universale! Anche i mostri mitologici trovano ovunque spiegazione. Il grifone, ad esempio(il cui mito nacque in ambiente mesopotamico per poi diffondersi in tutte le maggiori culture occidentali)potrebbe aver avuto origine dal ritrovamento in Asia di resti di Protoceratops o Psittacosaurus, due dinosauri erbivori dal grande becco(per approfondire consiglio l'articolo allegato-vedi in fondo-). L'uccello Roc, che nelle "Mille e una notte" rapisce il marinaio Sindbad, è in realtà rappresentato dall'Aepyornis, un gigantesco uccello corridore vissuto in Madagascar, oggi estinto. Le ammoniti delle rocce giurassiche nello Yorkshire(Inghilterra), furono identificate come serpenti tramutati in pietra da Santa Ilda, mentre i molluschi Conchodon, frequenti sulle nostre Alpi, rappresenterebbero le impronte del diavolo. I resti di Elasmotherium provavano l'esistenza degli unicorni, e il mostro scolpito nel cinquecentesco Lindwurmbrunnen(Fontana del Drago)di Klagenfurt, in Austria, è il primo tentativo di ricostruire un animale del passato, non un drago ma un rinoceronte lanoso. "E chi più ne ha più ne metta"! Gli esempi sono tantissimi. Ma uno dei più incredibili viene proprio dall'Italia: il mito del Ciclope(in Italia abbiamo numerosi miti collegati a ritrovamenti fossili. Ad esempio, in alcune chiese vengono tuttoggi costudite le cosidette "ossa di drago"). 

Il mitico Ciclope

"Giungemmo nella terra dei Ciclopi, giganti senza legge che si affidano agli dei e non lavorano la terra...Giunti in questo luogo, vedemmo sulla punta estrema, in prossimità del mare, una caverna coperta di lauro. Là sostava un bestiame numeroso di pecore e capre; tutt'intorno un alto muro di cinta con pietre conficcate in terra, pini slanciati e querce dalla fitta chioma. E lì viveva un uomo gigantesco che curava le sue pecore da solo, lontano dagli altri; non conosceva alcuna legge perchè non parlava con altri e rimaneva appartato. Era un mostruoso gigante: non rassomigliava a un uomo, ma un picco boscoso che appare isolato tra le alte montagne"

Così nel IX canto dell'Odissea Omero descrive per bocca di Ulisse l'incontro degli Achei, in Sicilia, con Polifemo, il gigante monocolo. Questo mito sembra trarre origine dal ritrovamento dei resti fossili di Elephas falconeri, un piccolo elefante alto poco più di un metro(essendosi adattato all'ambiente insulare)che visse in Sicilia oltre 500mila anni fa. Il cranio di questo animale ha nella parte anteriore un foro centrale, che conteneva le cavità nasali nel quale si innestava la proboscide. Da qui la credenza che il ciclope avesse un gigantesco occhio sulla fronte(vedi immagini sopra)

SOPRA: Ricostruzione di Elephas falconeri(dell'utente Aladar su Jpitalia)

Persino fra gli Indiani d'America!

Come avrete capito casi simili si ritrovano un po' ovunque! Non solo nelle culture asiatiche ed europee, ma anche nelle americhe. Ecco alcuni esempi, che ho trovato particolarmente interessanti. Come gli antichi cinesi ritenevano per i mammut, in sudamerica si riteneva che gli scheletri dei giganteschi mammiferi pleistocenici testimoniassero la vita passata di mostri sotteranei. Ma ancora più interessanti sono i racconti degli Indiani d'America. Le ossa dei titanoteri, animali simili a rinoceronti, i cui resti vengono spesso alla luce dopo le potenti piogge torrenziali(nelle Badlands del Nebraska e Dakota), erano note ai Sioux come "cavalli del tuono" mentre gli indiani Navajo dell'Arizona ritenevano che i tronchi silicizzati delle "foreste pietrificate", di frequente ridotti in frantumi dagli agenti atmosferici, fossero ossa di giganti possenti. Alcune piste ad orme di dinosauro divennero persino"la danza del serpente"! Inoltre, è frequente nei miti indiani la presenza di serpenti marini e creature incredibili.Vi sono i Wakinyan, gli uccelli del tuono, e i malvagi Unktehila, giganteschi mostri acquatici...simili a serpi o lucertole. Si tramanda che nei tempi antichi vi fu una grande battaglia tra i Wakinyan e gli Unktehila, e fu vinta dagli Esseri del Tuono. Ma gli indiani sanno che non si tratta di semplici leggende. Infatti, si racconta che il loro popolo trovò le ossa di questi "mostri" lungo il fiume Missouri e nelle Badlands. In effetti, ben prima che i paleontologi iniziassero a scavare i fossili dei rettili marini, i nativi americani raccoglievano le loro ossa enormi. Ossa usate nelle cerimonie di guarigione e in altri riti, visti i loro poteri speciali. Ai paleontologi accade spesso di rinvenire ossa di pterosauri(rettili volanti)assieme a fossili di mosasauri. E' possibile che simili ritrovamenti abbiano ispirato le storie sulla grande guerra delle origine, come ipotizza la studiosa di folklore Adrienne Mayor. Malgrado tutto alcuni temono ancora i grandi corsi d'acqua e recitano preghiere per proteggersi dagli Unktehila quando attraversano il Missouri. Perchè i mostri, sono esistiti davvero...   

SOTTO: Clikka sull'immagine per vedere il reale aspetto del mosasauro, gigantesco rettile marino vissuto numerose decine di decine di milioni di anni fa, nel cretaceo.

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Link Italiani: 

http://www.heliosmag.it/2002/2/cinziamarra.html

http://newton.corriere.it/Pregresso/2002/01/2002010100014.shtml

 Link stranieri e testi consigliati:

http://www.amnh.org/exhibitions/mythiccreatures/dragons/history.php

http://www.tonmo.com/science/fossils/mythdoc/mythdoc.php

http://hometown.aol.com/afmayor/myhomepage/index.html

http://news.nationalgeographic.com/news/2005/06/0617_050617_monsters.html

http://ironammonitepalaeontology.blogspot.com/2007/02/trilobites-ammonites-mythology.html

http://www7.nationalgeographic.com/ngm/0512/feature3/index.html

PUBBLICAZIONI:

 http://www.blackwell-synergy.com/doi/abs/10.1046/j.1365-2451.1998.014004142.x

postato da: Italosaurus alle ore 17:41 | link | commenti (1)
categorie: generale
lunedì, 30 aprile 2007

Uova di dinosauro

3-Uova di giganti

SOPRA: Uovo di dinosauro sauropode vicino ad uova di gallina.. Notare la differenza!(e ricostruzione paleoartistica-di Luis V. Rey) SOTTO:vari tipi di uova di dinosauro(escludendo gli uccelli o dinosauri aviani).

Analogamente a rettili e uccelli moderni  anche i dinosauri deponevano uova...Se ne ebbe la prova già nel lontano 1859,quando ne furono trovati dei reperti in Francia(dal geologo/sacerdote Jean-Jacques Pouech),e successivamente nel 1923 quando vennero portati alla luce nel deserto dei Gobi (Mongolia-Asia-)interi nidi di Protoceratops.(durante la grande spedizione di Roy C. Andrews) Ma solo negli ultimi decenni è stata riconosciuta la vera importanza di questi reperti,prima ritenuti semplici fatti di curiosità! Ovviamente,vista la mole di alcune specie,certi dinosauri deponevano uova enormi,voluminose.. che talvolta potevano raggiungere i 50 cm di lunghezza! Ma non di più.. A pensarci bene,per una creatura che arrivava a misurare anche 30 metri non è poi tanto! Negli uccelli attuali le dimensioni delle uova sono chiaramente proporzionate a quelle del corpo,ma se valesse lo stesso per alcuni dinosauri.. potremmo ottenere uova a dir poco colossali,grandi come automobili! Ma questo non avviene.. in quanto proporzionalmente alla grandezza dell'uovo aumenta anche lo spessore del guscio. Gusci troppo spessi non avrebbero consentito al piccolo di uscire. Inoltre le quantità di ossigeno che passano attraverso  i pori del guscio non sarebbero state sufficienti a mantenere in vita un grosso embrione. Quindi dimenticatevi le uova di dinosauro giganti  viste in certi film o serie a fumetti! Quella rimane fantascienza,qui trattiamo di reperti reali!  Ma per comprendere meglio il discorso dobbiamo prima capire che cos'è un uovo.. Ebbene,molti lo definiscono come una sorta di navicella spaziale che consente al suo “astronauta”,l'embrione, di rimanere al sicuro dai pericoli esterni,crescendo e sviluppandosi quel tanto che basta per affrontare poi il mondo alla schiusa. All'interno dell'uovo è presente il sacco vitellino(il cosiddetto tuorlo o rosso),che contiene le sostanze nutritive e su cui si sviluppa l'embrione. Abbiamo poi il sacco allantoide,che raccoglie le sostanze di rifiuto. Attorno ad essi troviamo l'albume(bianco d'uovo),ricco d'acqua,con sostanza gelatinosa.. Ha la funzione di attutire gli urti e proteggere l'organismo dalle infezioni batteriche. Ma la caratteristica importante delle uova dei dinosauri(uccelli inclusi)e rettili è il fatto che siano uova amniotiche,ovvero hanno l'amnios(una membrana interna protettiva)e un guscio più resistente. In questo modo,centinaia di milioni di anni prima dei primissimi dinosauri… i rettili riuscirono a conquistare senza difficoltà gli ambienti terrestri,in quanto le loro uova non necessitavano di essere deposte in acqua,come avviene per anfibi e pesci.

Le uova amniotiche sono infatti una sorta di micro-ambienti,che isolano l'embrione dall'esterno,ricreando una sorta di “stagno in miniatura”al loro interno. Grazie a questi accorgimenti,circa 340 milioni di anni fa,i primi rettili riuscirono a colonizzare con successo tutti i continenti.. e ad evolversi fino a portare ai dinosauri,circa 230 milioni di anni fa.  Ma tornando proprio ai “Dino”cosa caratterizza le loro uova? 

STRUTTURA DELLE UOVA(di dinosauri e uccelli):

Innanzitutto partiamo dall’unica fonte che ci permette di studiare le loro uova: il guscio(l’unica parte che riesce,nelle condizioni adatte,a fossilizzarsi) L’involucro esterno può variare per forma,dimensione e consistenza,tanto che talvolta si tende a classificare anche questi reperti in gruppi paratassonomici come “oofamiglie”,”oogeneri” etc.(come fossero delle specie)  Il guscio è rigido,ma abbastanza fragile da permettere la schiusa.. assolvendo anche una importante funzione difensiva contro funghi patogeni e batteri. Tuttavia non è una barriera impermeabile e ad un esame più accurato si può notare che esso è rivestito da ornamentazioni varie e presenta pori,che garantiscono il passaggio dell’aria: l’ossigeno entra e l’anidride carbonica esce come scarto della respirazione. Utilizzando un microscopio a luce polarizzata o a scansione elettronica(SEM) è possibile ingrandire la superficie fino a centinaia di  migliaia di volte. E proprio in base alle caratteristiche microscopiche del guscio si classificano le uova in diverse categorie. Fra gli animali viventi troviamo gusci duri a tipo tartaruga,tipo geco,tipo coccodrillo e tipo ornitico(quello degli uccelli moderni).. Queste uova si dividono in due tipi strutturali: quelle composte da cristalli dal carbonato di calcio aragonite(in alcune tartarughe)e quelle composte da una composizione chimica leggermente diversa,detta calcite(in gechi,coccodrilli,dinosauri e uccelli). Alcune uova di dinosauro(uccelli inclusi,dato che appartengono sempre ai “Dinosauria”)rientrano nella categoria di tipo ornitico,ma sono state create altre due categorie per classificare i restanti tipi di dino-uova: il tipo sferolitico e il tipo ortorombico,identificati come per gli animali moderni per la struttura dei cristalli costituenti(osservabili dopo aver ottenuto sezioni molto sottili del guscio).Quelle sferolitiche sembrano essere le più diffuse tra i dinosauri,tranne che nei teropodi(dinosauri carnivori) In esse,da un polo centrale si irradia una grande quantità di cristalli di calcite. In quelli di tipo ortorombico,un polo centrale sostiene due strati cristallini(esterno e interno)leggermente diversi tra loro. Essi sono stati identificati fra i teropodi primitivi. Infine,nel tipo ornitico un polo centrale sostiene due o più zone cristalline. La parte interna del guscio è simile a quella delle ortorombiche mentre la parte esterna è squamosa(al microscopio). Questa struttura si ritrova nei teropodi più evoluti e nei loro discendenti viventi: gli uccelli. Ma,a proposito di uccelli:la struttura delle uova può dare indizi sull’evoluzione dei dinosauri e,di conseguenza,dei pennuti volatili?

SOPRA: A) sferolitico B) ortorombico C) ornitico

 

 

L’EVOLUZIONE DELLE UOVA : dai dinosauri agli uccelli!

Oggi,le uova e i nidi dei dinosauri si sono rivelati una preziosa traccia per comprendere l’evoluzione che li ha portati agli uccelli,unici superstiti dinosauriani dopo il cataclisma avvenuto 65 milioni di anni fa per cause misteriose. Per questo alcuni studiosi hanno esaminato i dati circa le uova e i nidi fossili di dinosauri saurischi e uccelli moderni,per comprenderne meglio i passaggi evolutivi. Gli arcosauri(ceppo di rettili da cui si sono evoluti i dinosauri)sono alla base di questa lunga evoluzione. I coccodrilli(gli unici rettili arcosauri viventi)producono grandi covate di uova simmetriche che vengono deposte in massa(tutte le uova si formano contemporaneamente e vengono deposte insieme)mediante due ovari mentre,al contrario,gli uccelli producono un numero limitato di uova asimmetriche(un polo è più grosso dell'altro)a partire da un solo ovario. Analogamente agli arcosauri(e quindi ai coccodrilli)pare che i sauropodi titanosauri(grossi dinosauri erbivori dal lungo collo)deponessero uova in massa in buche da loro scavate,circondandole di un bordo esterno e rivestendole di vegetazione. Però a differenza di quelle dei coccodrilli,le uova di sauropode erano più innovative,caratterizzate da un guscio più spesso e perforato da numerosi pori rettilinei o a y,un particolare che sembra proporre un ambiente di incubazione molto umido.Differiscono da quelle dei coccodrilli anche per la struttura del guscio,contenente cristalli aghiformi. In ogni caso i sauropodi ,come gli arcosauri,avevo due ovari funzionanti,deponevano uova numerose e disorganizzate. Come per la maggior parte dei rettili moderni pare poi che non praticassero cure parentali,al contrario degli altri dinosauri. Ad uno stadio successivo ai titanosauri troviamo i teropodi,come il Citipati(prima classificato Oviraptor philoceratops),fino a pochi anni fa ritenuto ingiustamente ladro di uova. In realtà il nido su cui giaceva lo scheletro fossile era suo e non stava derubando uova altrui,bensì proteggeva le proprie! Questo comportamento amorevole verso la prole lo avvicina molto agli uccelli,ma pare che non le stesse realmente incubando,in quanto non tutte le uova entrano in contatto con la fonte di calore(la madre),ma solo proteggendo. Mamma Citipati morì  proteggendo il proprio nido,probabilmente travolta da una tempesta di sabbia. Anche le uova erano simili a quelle degli uccelli attuali,ovali e lunghe 15 cm,con una particolare asimmetria polare.Inoltre a differenza delle uova di titanosauro pare fosse presente una piccola camera ad aria,precursore della camera ad aria delle uova di uccelli moderni. Un altra caratteristica dei nidi di Citipati riguarda la disposizione spaziale delle uova,infatti essa indica che in questi teropodi fossero ancora presenti due ovari,producendo però due sole uova alla volta.Una sorta di via di mezzo tra arcosauri e uccelli. Oltre a questo mosaico di caratteri intermedi il guscio di Citipati è costituito da 2 stati,come negli uccelli(nei titanosauri ne troviamo solo uno).Malgrado ciò il guscio è aprismatico,ovvero la separazione tra i due strati è netto..carattere che distingue questi teropodi dai dinosauri aviani(detti uccelli).L'ornamentazion superficiale delle uova di citipati è notevole,e oltre a permettere la circolazione dell'aria all'interno,aumenta anche la resistenza meccanica dell'uovo. Lo stesso discorsi di Citipati vale per il  Deinonychus,parente del velociraptor. L'unico teropode(ovvero dinosauro carnivoro)in cui si sia riscontrato uno stadio avanzato,da uccello moderno,è invece il troodon. Le sue uova hanno il guscio liscio e sono sprovviste di ornamentazioni esterne,come gli uccelli. Anche la struttura interna del guscio è più simile a quest'ultimi che non agli altri teropodi.Inoltre pare che troodon avesse un solo ovario in funzione e che covassero(in senso stretto)le uova,esattamente come i loro discendenti aviani. I troodontidi(famiglia a cui appartiene il troodon)sono quindi i dinosauri più vicini agli uccelli moderni,almeno per quel che riguarda le uova. Se stasera vi fate una frittata,pensate che lungo percorso ha portato le uova di gallina ad essere quello che sono!  

SOPRA:Citipati durante la cova.(di Marco Auditore)e  ricostruzione dell'animale in vita(di Luis V. Rey). 

UOVA FOSSILI OVUNQUE! E in ITALIA?

SOPRA: Siti di uova nel mondo- Asia(109 siti),Europa(39 siti),America del nord(37 siti),America del sud(12 siti),Africa(2 siti)

Uova fossili di dinosauro sono state trovate in tutti i continenti,escluso l’Antartide. Nella mappetta che vedete sopra sono segnalati i maggiori ritrovamenti Le più antiche risalgono al Triassico superiore e sono state rinvenute in Sud America,mentre le più recenti(risalenti al cretaceo)sono ben testimoniate da reperti in America,Europa e Asia. A volte abbiamo persino prova di veri e propri terreni di cova,ovvero aree in cui branchi di dinosauri andavano,anno dopo anno, a deporre le uova nei nidi. Simili scavi sono stati fatti solo in continenti extra-europei,ovvero nell'America settentrionale (ad esempio alle famose mountain eggs)e meridionale(come ad Auca Mahuevo),in India e Mongolia. E in Italia? Nessun indizio di simili reperti? A quanto pare no,per il momento..ma non è da escludere che un giorno avvenga. Comunque la possibilità di un simile rinvenimento è piuttosto remota. Non è raro che,di ritorno da una escursione in montagna,alcuni cittadini riempano il bagagliaio dell'auto con decine di rocce sferiche o di forme bizzarre,da regalare ad amici o mostrare a studiosi..presentandole come reperti di dinosauro. In realtà,spesso..malgrado l'incredibile somiglianza,non si tratta di uova ma bensì di noduli di selce,cioè di concrezioni sedimentarie formatesi per l'isolamento di silice all'interno di rocce carbonatiche. Ciò è dimostrato dal loro aspetto interno opaco-vitreo. Comunque,come emerge dallo studio dei sedimenti in cui finora sono venuti alla luce nidi fossili,pare ovvio che i dinosauri preferissero nidificare nell'entroterra e non di certo dove potevano arrivare le maree. La maggior parte delle uova ritrovate in altre parti del mondo ha potuto fossilizzare perchè ricoperta da colate di fango portato dalle improvvise esondazioni dei fiumi,che nelle stagioni piovose potevano rompere i loro argini natural,invadendo le piane abitate. L'Italia mesozoica era priva di grandi fiumi perchè non aveva nè montagne nè vulcani(quelli che c'erano formavano delle isole con ripidi pendii e non digradavano in pianure) La mancanza di forti rilievi montuosi ,infatti,impediva la raccolta di grandi quantitativi di acqua piovana e dunque la formazione di grandi fiumi e meandri..che avrebbero potuto trasportare enormi quantità di fango e argilla nelle pianure alluvionali. Nei depositi marinim,contrariamente a quanto viene segnalato da alcuni paleontolofili,è quindi praticamente impossibile trovare uova di dinosauro. Ma la speranza..è sempre l'ultima a morire! Basti pensare ai reperti di dinosauro trovati in Italia negli ultimi dieci anni,totalmente inaspettati! Quindi chi lo sa cosa ci aspetta...Lascio a voi scoprirlo!

SOTTO: Un falso uovo di dinosauro:una semplice concrezione rocciosa!

Link Italiani: 

http://www.snfossils.com/attenzione.htm

 Link stranieri:

http://www.nationalgeographic.com/dinoeggs/

http://www.dinoruss.com/egg.html

http://webfossiles.free.fr/aix.htm

http://www.enchantedlearning.com/subjects/dinosaurs/

http://creationresearch.org/crsq/articles/41/41_2/Dinotests.htm

http://www.luisrey.ndtilda.co.uk/html/patagonia.htm

http://faculty.plattsburgh.edu/thomas.wolosz/sauropod.htm

PUBBLICAZIONI:

www.app.pan.pl/acta51/app51-099.pdf 

Phil J. Currie:                                                                                                           

Parataxonomic classification of ornithoid eggshell fragments from the Oldman Formation

Microstructure and chemical composition of duckbilled dinosaur eggshell

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Kenneth Carpenter:
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Letture consigliate:
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Uova di giganti,Lowell Dingus & Luis M.Chiappe,
Oscar Mondadori, 7.80 euro,224 p.,2002
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National Geographic,vol.189,no.5,Maggio 1996
-Nel mondo dei dinosauri: i fatti , Mike Benton, Arnoldo Mondatori spa,2000,192 p.
Rivista DINOSAURI:fossili-minerali-preistoria n.4,Maggio-Giugno 2004,4.50 euro
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Dinosauri:gli antichi dominatori della terra,allegato Le scienze,novembre 2005,160 p.
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articolo di Fabio Manucci
postato da: Italosaurus alle ore 16:32 | link | commenti
categorie: generale
mercoledì, 07 febbraio 2007

Che cos'è un dinosauro?

2-Che cos'è un dinosauro?
SOPRA: Foto di Sir Richard Owen(1804-1892)
Che cos’è un dinosauro? Se volete veramente sapere di che animali si tratti in realtà non vi consiglio certo di cercare il vocabolo su un dizionario(quasi sempre errato)e nemmeno di consultare i vostri vecchi libri di scuola. Spero che tramite questo articolo vi sarà più chiaro l’argomento,ma in verità nemmeno la scienza moderna ne ha una visione definitiva ed esauriente. Nel 1841 il grande naturalista britannico Sir Richard Owen coniò il termine “Dinosauro”,combinazione delle parole greche “Deinos”(formidabile,enorme,terribile)e “Sauros”(rettile). Tale nome sta ad indicare un raggruppamento di animali estinti,maestosi e terrificanti,vissuti nell’Era Mesozoica,discesi dalla grande stirpe dei rettili. Ma prima di capire che cos’è un dinosauro bisognerebbe riflettere su cosa non è: i dinosauri non sono né lucertole,né coccodrilli,né mammiferi,né uccelli. Malgrado questo hanno spesso caratteristiche comuni ai più svariati animali. Innanzitutto dobbiamo specificare che si tratta di vertebrati(ovvero sono dotati di una colonna vertebrale e di uno scheletro interno osseo o cartilagineo) tetrapodi(cioè con quattro arti)ed amnioti(animali che depongono uova dal guscio duro). Oggi come oggi non è difficile distinguere un uccello da un rettile o da un mammifero,ma i dinosauri in senso stretto sono presenti solo sottoforma di fossili e non possono essere studiati diversamente. Ma perché ho detto “in senso stretto”? Ed ecco che ve ne svelo la ragione: il superordine dei DINOSAURIA è stato attualmente diviso in due parti. Troviamo i DINOSAURI NON AVIANI(i dinosauri classici,suddivisi in Saurischi ed Ornitischi,a seconda della forma del bacino) e i DINOSAURI AVIANI(gli uccelli). Già,gli uccelli sono dinosauri a tutti gli effetti! Sono come dinosauri che hanno messo le ali e preso il volo. Naturalmente in questo articolo ci concentreremo sui dinosauri in senso stretto. Per quel che riguarda gli uccelli(o Aves ) e la loro evoluzione avremo modo di parlarne in altri articoli. Molte persone ritengono che i dinosauri siano grossi rettili dai caratteri primitivi,bestie lente e stupide,destinate all’estinzione e vinte dai mammiferi,in quanto più adattabili. Nulla di più sbagliato. Ma cosa distingue in maniera determinante i dinosauri dai rettili attuali? Per prima cosa dobbiamo ricordare che non esiste rettile,vivente o estinto, derivante dai “Dinosauria”. La principale caratteristica che distingue i comuni rettili dai dinosauri è la disposizione delle zampe. I dinosauri,sia bipedi che quadrupedi,hanno le zampe disposte verticalmente sotto il corpo,come quelle degli uccelli o dei mammiferi. Questo carattere ha permesso loro di acquisire la stazione eretta,tenendo sollevato dal suolo il ventre e la coda. Quest’ultima aiuta l’animale a stare in perfetto equilibrio,tenuta ben alta sopra il terreno. In questo modo i dinosauri avevano una “architettura” in grado di  sopportare grandi pesi,che al tempo stesso conferiva loro agilità o, in diversi casi,permettendogli la locomozione bipede. I rettili hanno le zampe che “escono” lateralmente dal corpo,tanto da costringere questi animali ad un’andatura serpeggiante,strisciando a terra(come è ben visibile nell’immagine sotto).
 
 Questa superiorità motoria rispetto ai rettili fu di certo determinante nel corso della loro evoluzione,e consentì loro di dominare incontrastati tutti gli ambienti terrestri per ben 170 milioni di anni. Inoltre i Dinosauri furono i primi vertebrati a ergersi in maniera efficiente sulle sole zampe posteriori,per poter liberare le “braccia” ,usandole per afferrare,predare e,con la venuta degli uccelli,volare! Una simile disposizione degli arti richiede un maggiore sforzo e un metabolismo più elevato. Oggi,la maggior parte dei paleontologi è concorde nell’attribuire ai dinosauri il cosiddetto “Sangue Caldo”,forse persino l’omeotermia. Il dibattito è in corso da decine di anni e lo è ancora,ma le prove sono a favore di un metabolismo a “sangue caldo”come mammiferi e uccelli. In tal modo sarebbero stati in grado di controllare e di mantenere costante la propria temperatura,senza dipendere dall’ambiente,come avviene nei rettili(pensate ad esempio alle lucertole,che devono prendere il sole per riscaldare il proprio corpo). Comunque è possibile che alcune forme gigantesche di dinosauro(come i sauropodi dal lungo collo) fossero a sangue freddo ma, grazie alla loro mole,riuscissero a disperdere più lentamente il calore,mantenendo quindi la temperatura costante. Le specie più piccole,al contrario,erano con tutta probabilità omeoterme. Il recente rinvenimento di fossili in cui si è conservata una copertura di piume o di proto-piume è una “prova”  dell’elevato metabolismo di questi animali. Con simili rivestimenti,un po’ come la pelliccia dei mammiferi,riuscivano a tenersi al caldo. Le scoperte paleontologiche degli ultimi decenni vanno quindi a riconsiderare la figura del dinosauro. Anche dal punto di vista intellettivo e comportamentale l’idea del dinosauro stupido e tonto è stata sostituita da quella del dinosauro sveglio e scaltro. Gli indizi fossili(come ad esempio le piste di orme,che “fossilizzano”il comportamento di un dato animale)mostrano come i dinosauri avessero sviluppato una incredibile varietà di comportamenti,ben più complessi di quelli dei comuni rettili. Molti dinosauri avevano grossi cervelli,come quelli di mammiferi e uccelli,in particolare fra le specie carnivore(i cosiddetti Teropodi,da cui hanno poi avuto origine gli uccelli). Le specie dinosauriane dal cervello più piccolo,non andavano comunque sotto la media rettiliana e non possono essere certo definiti stupidi. Inoltre sembra che anche fra quest’ultimi vi fosse l’abitudine di spostarsi in branchi e vi fossero forme di accudimento della prole,dimostrando quindi una certa complessità comportamentale. Attualmente non esistono rettili che si spostino in branco e gli unici ad occuparsi dei nuovi nati sono i coccodrilli che, fra i Reptilia,sono i parenti più stretti dei dinosauri. Entrambi,coccodrilli e dinosauri(uccelli inclusi)fanno parte dell’infraclasse degli Arcosauri(“Rettili dominatori”). Le apparenze quindi ingannano. Ma i dinosauri possono essere definiti Rettili? La questione è dibattuta e sarà difficile venirne a capo,almeno per ora. Secondo alcuni dovranno continuare ad essere classificati nei Reptilia,secondo altri si dovrebbe creare una nuova classe. Comunque tutte queste classificazioni altro non sono se non pure creazioni della nostra mente,con cui cerchiamo inutilmente
di facilitarci le cose. Ma in tale maniera vanno solo a crearsi nuovi problemi. Così,spesso,viene preferita la Cladistica,classificazione che si basa sul grado di parentela fra le specie(ovvero sulla distanza nel tempo dell'ultimo progenitore comune).Comunque negli scheletri dei Dinosauri vi sono caratteristiche che li accomunano ai rettili: i loro crani, per esempio, presentano diverse analogie con le lucertole, i serpenti ed i coccodrilli,riunendoli nella sottoclasse dei Diapsida( ovvero possiedono nel cranio due finestre temporali). E’ invece sbagliato credere che molti rettili preistorici(o persino antichi mammiferi)siano dinosauri,mentre in realtà fra loro non vi è alcuna parentela. Ad esempio la gente confonde spesso i rettili volanti(gli pterosauri),i rettili marini(ittiosauri,plesiosauri,mosasauri etc.),alcuni pelicosauri(come il dimetrodonte)o persino i Mammuth,che sono una specie estinta di elefanti,per dinosauri. Ugualmente errato(se non ancor più grave) è ritenere che animali come le iguane,i varani o i coccodrilli siano dinosauri moderni. I dinosauri di oggi sono gli uccelli,ultimi sopravvissuti di una grande ed avanzata stirpe. I rettili sono comparsi ben cento milioni di anni prima dei dinosauri,mentre quest’ultimi(quelli non aviani),sono vissuti solo ed unicamente nell’Era Mesozoica(o Secondaria),in un periodo di tempo compreso fra i 235 e i 65 milioni di anni fa. Qualsiasi osso che venga rinvenuto in sedimenti più antichi o più recenti non è certo di un dinosauro. Nel 1990 il famoso paleontologo Michael J. Benton elaborò 9 “regole”(di carattere anatomico)per riconoscere questi animali,ma evidentemente,almeno in base alle dispute attuali,non è mai stato tanto difficile definire che cos’è un Dinosauro. Però,malgrado la discussione fra gli scienziati sia ancora accesa,sembra che presto si giungerà ad una soluzione. E chi lo sa,forse un giorno sarai proprio tu a risolvere la questione,una volta per tutte.
articolo di Fabio Manucci
SOTTO: Osservate questi 2 filmati per comprendere quanto differisca l'andatura di un dinosauro da quella di un rettile.

Immagine : http://www.paleobusiness.com/dinocosa1.gif

Link Italiani: 

http://darthsantuzzo.altervista.org/JPitalia/specialdino1.htm

http://www.mediasoft.it/dinosauri/

http://it.wikipedia.org/wiki/Dinosauri

 Link stranieri:

http://www.geol.umd.edu/~tholtz/G104/10417what.htm

http://www.miketaylor.org.uk/dino/faq/s-class/whatis/index.html

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sabato, 30 dicembre 2006

Orme fossili

 

1-Tracce dal passato
 
Generalmente quando pensiamo alle specie preistoriche ci immaginiamo i loro scheletri,talvolta enormi,montati nei musei di storia naturale. Ossa di animali morti,defunti,ormai divenuti pietra senza vita,erosi dal tempo e dalle intemperie ,abbandonati dal soffio vitale. Eppure,malgrado un tempo venissero sottovalutati,esistono reperti che conservano l’essenza di un essere vivente: le orme fossili. Come disse infatti Richard Swann Lull della Yale University: “Esse sono fossili  viventi,mentre gli scheletri sono fossili di organismi morti”. Le piste di impronte forniscono informazioni innumerevoli sul comportamento dei loro autori,sul loro tipo di locomozione,sulla loro velocità,postura e dimensioni. Insomma ci regalano una quantità di informazioni impressionante,che non si possono ottenere dai resti scheletrici. Spesso le orme rappresentano la sola testimonianza della presenza di animali in un certo luogo e forniscono importanti informazioni sulle associazioni di specie convissute in una stessa zona e sulle caratteristiche dell’ambiente stesso. Infatti le impronte sono autoctone,cioè sono state impresse nel luogo in cui le troviamo tuttora,mentre i resti ossei possono aver subito un qualche trasporto più o meno prolungato. Infine è chiaro che un animale preistorico ha posseduto in vita sua un solo scheletro,ma ha sicuramente impresso migliaia di orme,alzando la probabilità del loro ritrovamento. Naturalmente però solo una piccola percentuale lasciate da un animale trova le condizioni adatte alla fossilizzazione. Ma come avviene tale processo? Affinché un orma si conservi deve rimanere esposta all’aria per un tempo sufficientemente lungo,perché si indurisca e inizino all’interno del sedimento quei processi chimici in grado di legare un granello di fango all’altro. In certe situazioni sono sufficienti poche settimane perché questo avvenga. Al contrario la fossilizzazione di un corpo, richiede la sua rapida copertura da parte dei sedimenti(è per tale ragione che in quasi tutti i siti di impronte non si trovano ossa). Ma torniamo alle tracce fossili: sulle orme ormai consolidate si deposita un altro sedimento,che crea uno strato successivo capace di conservarle per sempre. In molti casi però, l’impronta che vediamo oggi sulla roccia non è quella lasciata direttamente dall’animale sul fango,ma bensì una sottoimprontra,provocata dalla pressione della zampa sugli strati sottostanti a quelli in cui è stata impressa con un contato diretto. Ma chi si occupa delle orme fossili? Sono gli icnologi,gli Sherlock Holmes della preistoria. L’icnologia(dal greco “ichnos”-traccia)è una branca della paleontologia che si occupa dello studio delle impronte e della loro classificazione. Infatti ad esse vengono perfino attribuiti morfotipi,morfospecie,icnospecie,icnogeneri,cioè vengono classificate sotto vari tipi. Ad esempio le orme di sauropode(massicci dinosauri erbivori dal lungo collo)sono state denominate brontopodus(“piede di tuono”). Grazie alle impronte molti miti sono stati sfatati. Ad esempio grazie ad esse sappiamo che i dinosauri non trascinavano mai la coda a terra,al contrario la tenevano ben sollevata per bilanciarsi meglio. Spesso vengono ingiustamente immaginati come creature grosse e goffe,mentre i reperti icnologici hanno dimostrato che molti di essi potessero muoversi a grande velocità. Nelle vecchie ricostruzioni venivano raffigurati solitari,isolati dai propri simili,magari immersi in una palude fangosa. Al contrario i dinosauri non erano specie anfibie e molti di loro,soprattutto fra gli erbivori,conducevano vite di gruppo. A dimostrazione di ciò vi sono piste parallele ed equidistanti di individui che seguono tutti una stessa direzione, come muovendosi in branco. Talvolta le piste possono persino farci immaginare momenti di predazione,come pare sia avvenuto lungo l’attuale Paluxy River,nel Dinosaur State Park(Texas)dove sono evidenti le orme di 3 carnosauri che inseguono alcuni sauropodi. In base ad altre piste sembra poi che nei branchi di erbivori,gli esemplari più giovani venissero tenuti al centro,come protezione contro i predatori. Analizzando le za dell’orma come circa 1/4,1/5 o 1/6(a seconda del tipo di dinosauro)della lunghezza dell’arto,cioè dell’altezza all’anca. L’inglese R. Mcneill Alexander ha messo a punto una equazione che,partendo dalla lunghezza del passo e dalla presunta altezza all’anca dell’animale,danno la stima della sua velocità. Secondo questa formula un dinosauro marciava se la lunghezza del passo risulta inferiore a 4 volte la lunghezza del piede,mentre correva se era superiore. Ogni anno,in tutto il mondo(Italia compresa)vengono segnalati ritrovamenti di nuovi siti di orme. E’ quindi giusto non sottovalutare la loro importanza,non solo per la loro antichità ma anche per la quantità di informazioni che possono darci. Possiamo ancora aspettarci di tutto dall’icnologia,e forse un giorno riusciremo a trovare orme a 6 zampe,cioè di dinosauri nell’atto dell’accoppiamento. Certo sarebbe incredibile: un amore immortalato nella pietra.
 
Pista con orme di sauropode:
Per essere più informati:
Link italiani:
Letture consigliate:
Sulle tracce dei dinosauri,Martin Lockley,Bollati Boringhieri, 1996
24 euro,302 p. 
postato da: Italosaurus alle ore 17:22 | link | commenti (1)
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