2-Cretaceus Lazio ..orme di dinosauro a Latina!
Immagine di DinosauriWeb
Luglio 2003
Sotto incarico della XIII Comunità Montana M.Lepini-Ausoni il noto paleontologo italiano Fabio M.Dalla Vecchia ed i geologi Gaspare Morgante,Daniele Raponi ispezionano la parte meridionale/occidentale dei M.Lepini e la parte occidentale dei M.Ausoni(Lazio),dopo la segnalazione del 98',da parte di un turista triestino,del rinvenimento di un possibile osso di dinosauro. Ma la scoperta che attendeva i ricercatori..andava ben oltre.
Ecco l'articolo su questo importante icno-sito(sito di impronte),su concessione di Dinosauriweb e degli scopritori stessi. L'articolo sotto è dei geologi Gaspare Morgante e Daniele Raponi.
La zona
Nei M. Lepini e Ausoni affiorano quasi esclusivamente rocce carbonatiche del Giurassico-Cretaceo, prevalentemente di piattaforma interna, più raramente di margine. Durante il Cretaceo la zona dei M. Lepini apparteneva alla Piattaforma carbonatica Campano-Laziale-Abruzzese o Piattaforma Appenninica.
Il ritrovamento
Sul letto di cava affiorano a tratti delle superfici di strato. Una superficie, in gran parte ricoperta da ghiaia, presenta evidenti "mud cracks". Una seconda superficie che si trova meno di un metro stratigraficamente al di sotto di questa, conserva alcune orme di dinosauro. Si tratta di depressioni prevalentemente subcircolari su di un "mudstone" grigio dolomitizzato e privo di strutture evidenti.
Struttura delle depressioni
Le depressioni sono riempite dallo strato soprastante di uguale litologia. I due strati sono separati da un velo di ossidazione marrone. Alcune depressioni presentano ancora il riempimento, altre sono state messe completamente alla luce dall’erosione.
Impronte di un sauropode,che ha lasciato le sue orme durante la passeggiata, di modesta velocità (intorno ai 2 chilometri all' ora secondo il metodo di Alexander, 1976 ), era un grande erbivoro quadrupede, lungo più di 10 m e di 8-10 tonnellate di peso.
Oltre a queste impronte ne sono state individuate altre,che hanno tutte le caratteristiche tipiche delle orme di Teropodi(dinosauri carnivori), si tratta infatti del tipo mesaxonico ovvero con la presenza di un terzo dito più lungo e funzionale rispetto al secondo e al quarto e che, evidentemente, gioca il ruolo maggiore nel sopportare il peso dell’animale. L’impressione delle dita termina con la classica forma a V, che identifica chiaramente la presenza di artigli sulle dita stesse. Le impronte sono abbastanza simmetriche

SCALA dimensionale dei dinosauri di Latina. Non erano dei giganti,ma nemmeno degli scriccioli!(illustrazione di Andrea Morandini per Jurassic Italy)
Qualche informazione in più sui dinosauri del Lazio
Dai parametri delle impronte e della pista, misurati secondo le indicazioni di Leonardi, (1987), è stato possibile ricavare informazioni sulle dimensioni e le velocità degli autori. Il primo parametro ricavato è stato l’altezza all’anca(heigth at the hip), valutato secondo le metodologie proposte da Alexander, (1976) e da Locley et al. (1983), il cui valore medio è stato di circa 90 cm. Le velocità ricavate attraverso la metodologia proposta da Alexander (1976) hanno fornito valori molto bassi, di circa 3-4 Km/h, tipici di un essere vivente che cammina lentamente.
Gli autori di queste impronte, animali di circa 3 metri di lunghezza e circa 100 chili di peso, sono stati attribuiti a piccoli e agili dinosauri carnivori appartenenti al sottordine dei Teropoda. Un’attribuzione più specifica necessita di studi più approfonditi e di una comparazione a livello osteologico con i taxa dinosauriani presenti in letteratura, che per il momento non è stato possibile effettuare.
Un ritrovamento non inaspettato
In sintesi è stato possibile identificare le impronte di alcuni Sauropodi, enormi erbivori quadrupedi, e vari Teropodi, piccoli dinosauri carnivori, di età pari a circa 100 milioni di anni.
Si trattava del primo sito con orme di dinosauro identificato nella Piattaforma carbonatica Appenninica, la seconda località con testimonianze di dinosauro (dopo Pietraroja, Benevento, dove è stato trovato il piccolo teropode Scipionyx, Dal Sasso & Signore, 1998) e la prima sicura località con fossili di dinosauro nel Lazio.
La scoperta non era inaspettata per noi. Le piattaforme carbonatiche - ed in particolare quelle Periadriatiche come la Piattaforma Appenninica - erano evidentemente zone che potevano ospitare faune terrestri, soprattutto dinosauri
La presenza di resti di dinosauri sui M. Lepini era già stata segnalata in un articolo pubblicato sul quotidiano “Il Piccolo” di Trieste nel 1998. Un triestino in vacanza nel Lazio aveva detto di aver trovato in un luogo imprecisato dei Monti Lepini un frammento di osso di dinosauro “della lunghezza di 20-25 centimetri e spesso circa un pollice”. Tuttavia finora nessuna descrizione di tale reperto è stata pubblicata.


SOPRA: I Monti Lepini più di 100 milioni di anni fa(Cretaceo inferiore),quando ancora il mondo era dominato dai dinosauri. Potete notare un gruppo di sauropodi(al centro)e piccoli teropodi(in basso a sinistra).L'inedita illustrazione è di Andrea Morandini,giovanissimo neo-paleoartista di Jurassic Italy,ma di grande talento! Complimenti,continua così!
Sfondo in grande- Goditi a pieno i pixel del Cretaceo!
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In conclusione,vi forniamo un sunto del discorso:
- primo sito con orme(icno-sito) di dinosauro identificato nella Piattaforma carbonatica Appenninica
- primo sito in Lazio,con fossili di dinosauro
- età Cenomaniano(100 milioni di anni fa,Cretaceo)
-Tracce del passaggio di piccoli Sauropodi(Dimensioni stimate: L10 metri,P.8 ton.) a passo lento 2 km/h
-Tracce di teropodi medio-piccoli (Dimensioni stimate L.3,P.100 kg) a passo lento-3-4 km/h
-Scopritori: Fabio M. Dalla Vecchia, Gaspare Morgante,Daniele Raponi
L'icnosito fu segnalato alla Soprintendenza competente,la quale affidò le ricerche al Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università la Sapienza(Roma),senza coinvolgerne i rinvenitori delle orme,tutti laureati in geologia(senza contare l'esperienza di Fabio Dalla Vecchia,paleontologo esperto anche in paleoicnologia dei vertebrati)ed ingiustamente ignorati,rischiando(come è già successo)che si dimenticasse persino il loro merito al rinvenimento. Così,il 17 Marzo 2005(a firma di Chiara Palmerini),viene segnalata la scoperta su Panorama,affermando:
"pochi mesi fa un gruppo di appassionati di paleontologia(??),in giro per escursioni nella zona,ha scoperto le orme e le ha segnalate agli esperti dell'Università di Roma La Sapienza"
Per approfondire vi consiglio l'interessante articolo(PDF)"Le orme di dinosauro nel Cretaceo dei M. Lepini(Latina,Lazio Meridionale)le abbiamo scoperte noi":
ATTENZIONE - file PDF
Per approfondire il tema Orme