Jurassic Italia Blog
lunedì, 31 marzo 2008

Alla scoperta dell'antico Friuli!

4 aprile 2008, ore 18 

Presso la Sala Aiace della Loggia del Lionello in Piazza Libertà ad UDINE

verrà presentato il volume n. 50 "VERTEBRATI FOSSILI DEL FRIULI - 450 milioni di anni di evoluzioni" del paleontologo Fabio Marco Dalla Vecchia. Seguirà una conferenza dell’autore dal titolo “Tracce di animali estinti nel Friuli preistorico”.

"Fossili ed evoluzione: in questo ambito il ruolo dei musei naturalistici come protagonisti della ricerca e della divulgazione è oramai acquisito. Il Museo Friulano di Storia Naturale prosegue nel suo progetto di diffusione della Cultura Scientifica, con particolare riferimento al proprio territorio, fornendo un nuovo tassello di quel complesso mosaico che è la Storia Geologica del Friuli. L'intento del volume è quello di fornire - sulla base dei dati disponibili - una panoramica il più possibile completa dei verteebrati fossili friulani e della loro corrispondenza con il processo evolutivo che si svolgeva, contemporaneamente, nel resto del Pianeta"

Questo è l'invito alla presentazione(fornitomi da Dalla Vecchia, il quale ringrazio per la comunicazione):

CLIKKA QUI!

A breve vi posterò un'intervista a Dalla Vecchia, per saperne di più su "Vertebrati fossili del Friuli". Un pregiato volume, scritto da uno studioso  competente e illustratato da un'altrettanto valido artista, Lukas Panzarin. E, sopratutto, un libro sulle antiche meraviglie fossili del nostro paese...Il Friuli è una terra antichissima, ricca di tesori paleontologici. Tesori che andrebbero valorizzati. Recenti scoperte come quella del rettile marino Bobosaurus o i nidi di etosauro, ritrovamenti unici al mondo, sono approfondite nel volume. A presto!

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categorie: musei e siti
domenica, 23 marzo 2008

Buona Pasqua!

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categorie: sito
giovedì, 20 marzo 2008

Intervista al paleontologo - Andrea Cau

 INTERVISTA  A ANDREA CAU

Finalmente, una nuova interessante intervista! Ho avuto la fortuna di conoscere Andrea, giovane paleontologo che collabora con il Museo di Storia Naturale di Milano, attraverso il blog "Theropoda", da lui gestito. Rinnovo i miei complimenti per il  qualificato e "singolare" lavoro che sta portando avanti, tramite il sito, e lo ringrazio della sua collaborazione. Invito ogni appassionato ad un'attenta lettura dell'intervista!

Buona lettura!

1- Salve, grazie per aver accettato l'intervista. Iniziamo con alcune delle domande "classiche": perchè ha scelto questa carriera? Quale percorso di studi ha intrapreso? In Italia, come si diventa paleontologi?
 
Risposta "classica": la "carriera" ha scelto me. Da quando ho 6-7 anni non ho avuto altro in testa che diventare paleontologo ed occuparmi di evoluzione. "Divoravo" i libri sugli animali estinti e sui fossili e adoravo le illustrazioni della Terra del passato (l'immagine che più di tutte mi è rimasta dei miei primi approcci alla paleontologia è una tavola di Z. Burian che ritrae una palude del Siluriano: mi pareva impossibile che un tempo il mondo fosse stato così "alieno"). Dopo la maturità scientifica mi sono iscritto al corso di Laurea in Scienze Naturali dell'Università di Parma ed ho seguito l'indirizzo paleobiologico. Se avrò la possibilità in futuro, mi iscriverò ad un dottorato in paleontologia, così da approfondire il mio "cursus studiorum".
In Italia si diventa paleontologi in vari modi, non necessariamente simili al mio. Anche un autodidatta appassionato e volenteroso può entrare nel ristretto ambito di ricerca della paleontologia italiana e contribuire al suo sviluppo.
 
 
2- Qual'è il tuo rapporto con il lavoro/passione? Coltivi altri interessi?
 
La mia passione paleontologica ha guidato molte delle mie scelte di vita: come detto sopra, la scelta universitaria, ma anche, in maniera indiretta, scelte di vita "generale". Per quanto, attualmente, non ne ricavi quasi nulla in termini economici, la possibilità di esprimere la mia passione e di riuscire ad essere un soggetto attivo nello sviluppo della paleontologia (in particolare dei dinosauri) ha per me un valore inestimabile. Per ora ho trovato un buon compromesso tra le necessità della vita quotidiana e la paleontologia che mi permette di coltivare entrambe senza sacrificarle. Finché durerà, continuerò così. Il mio desiderio, in ogni caso, è quello di non dover un giorno riguardare indietro alla mia vita e sentire il rimorso per non aver fatto ciò che desideravo.
Oltre alla paleontologia amo scrivere e disegnare. Ho due blog, uno "personale" in cui scrivo a ruota libera ed uno più strettamente tecnico-paleontologico che parla di teropodi. Ho appena terminato di scrivere un romanzo, e spero presto di trovare il modo di pubblicarlo. Anche se non parla minimamente delle mie passioni paleontologiche, esso è imbevuto della mia concezione naturalistica e darwiniana del mondo e dell'uomo. Il disegno è l'altra mia passione. Fino ai tempi dell'università uno dei mie svaghi preferiti era produrre una serie di strisce a fumetti, ma poi ho smesso. Mi piacerebbe un giorno ritornare al fumetto, per migliorarmi. Collegato alla paleontologia è invece l'illustrazione naturalistica, un hobby che recentemente ho anche sfruttato come "risorsa" economica. Sono comunque un autodidatta e non pretendo di considerarmi un vero illustratore.
 
3- Attualmente di cosa si sta occupando? In cosa concentra le sue ricerche?
 
Dal 2005 collaboro con la sezione di Paleontologia dei Vertebrati del Museo di Storia Naturale di Milano (MSNM). Questa opportunità mi è stata fornita da Simone Maganuco, che è paleontologo presso il MSNM, uno dei miei più cari amici fin dagli anni dell'università. Ho partecipato alla descrizione di materiale del Giurassico Medio del Madagascar, tra cui uno dei più antichi resti noti di abelisauroide. Attualmente è in fase di revisione un mio articolo su un uccello fossile del Libano, scritto assieme a Paolo Arduini (MSNM), col quale sto revisionando alcuni rettili del Permo-Triassico del Madagascar. Assieme a Simone Maganuco sto terminando altri articoli su resti di teropodi del Nord Africa e del Madagascar, che speriamo siano pubblicati entro la fine dell'anno. Infine, ho in preparazione uno studio filogenetico, detto "Megamatrice".  
 
4- Perchè è importante la cladistica? Come puoi aiutarci? Qual'è il rapporto degli organismi con il "tempo profondo", termine coniato da John McPhee per indicare il tempo geologico?
 
La cladistica, o sistematica filogenetica, è l'insieme delle teorie e delle metodologie con le quali i biologi ed i paleontologi ricostruiscono la storia evolutiva degli organismi. Senza entrare troppo nel tecnico, la cladistica ricostruisce le relazioni di parentela tra le specie e ci permette di determinare, dall'albero evolutivo ottenuto, la serie delle modifiche intercorse durante l'evoluzione. La sua importanza ed utilità in paleontologia è enorme. La cladistica va di pari passo col concetto di "tempo profondo". Esso è il tempo della paleontologia, ed è fondamentalmente differente dal tempo della biologia. Il tempo profondo, che si estende per milioni di anni, non può essere descritto con gli stessi metodi del tempo che sperimentiamo nella vita quotidiana. Nella nostra vita possiamo descrivere gli eventi tramite "storie", narrazioni basate sui rapporti di causa ed effetto. Così non può accadere col tempo profondo: spesso, le uniche prove dell'esistenza di una linea evolutiva composta da centinaia o migliaia di specie distribuite in decine di milioni di anni sono pochi resti sparsi di alcuni individui distanti milioni di anni l'uno dall'altro. Ovviamente, è vano e fuorviante credere di poter narrare una storia plausibile che colleghi quei pochi resti così lontani tra loro nel tempo. Qui entra in gioco la cladistica: essa non ricostruisce improbabili sequenza di antenati e discendenti (le ipotesi evolutive delle concezioni pre-cladistiche sono delle "storie" ad hoc costruite per collegare le forme note in serie di discendenti, spesso basate più sulla fantasia dell'autore che le propone piuttosto che su un metodo ripetibile scientificamente), bensì stabilisce solamente le possibili relazioni di parentela reciproche tra i resti noti. Pur nella sua fallibilità e rivedibilità, un'ipotesi cladistica è scientificamente più robusta delle "storie evolutive" classiche.
 
5- Spesso, la divulgazione scientifica prevede che la causa, l'effetto e lo scopo possano essere riconosciuti, andando a creare catene di concetti (o persino veri "romanzi evolutivi"), fondate unicamente su pregiudizi. In fondo, nessuno sa COME e PERCHè i dinosauri si sono estinti, tanto per citare un esempio ricorrente. In Italia, forse, la situazione è ancora più disastrosa che altrove. Perchè? Crede sia possibile rimediare alla "cattiva divulgazione"?
 
La situazione della divulgazione italiana non penso che sia pessima. Quello che mi pare di notare è che la divulgazione, sopratutto di concetti teorici, tende ad essere in ritardo di una generazione rispetto allo stato della scienza. Ad esempio, in Italia la divulgazione della cladistica e delle sue implicazioni è ancora in embrione, sebbene essa sia ormai consolidata a livello dei ricercatori. Ammetto che probabilmente ciò è dovuto anche alla scarsa attitudine di molti ricercatori di diventare divulgatori.
 
6- Quale funzione rivestono i suoi blog, UltRazionale e Theropoda?
 
Il primo blog è più una valvola di sfogo delle mie varie anime. Spesso è l'arena nella quale io ed alcuni amici ci affrontiamo alla maniera semi-demenziale con cui siamo soliti parlare e vivere. Non a caso, solo alcuni dei post che scrivo parlano di paleontologia. Theropoda è invece più tecnico: mi permette di esprimere le mie opinioni paleontologiche in un ambito "ibrido" nel quale posso essere (spero) rigoroso ma senza i tempi lunghi necessari per produrre e pubblicare un articolo scientifico. Sopratutto, vorrei che fosse utile a tutti quelli che in Italia sono appassionati di teropodi.
 
7- Fra i suoi campi di studio vi è il rapporto evolutivo dinosauri/uccelli. Cosa sa dirci in proposito? Come è cambiata l'immagine del dinosauro negli ultimi decenni, in particolare dopo la "rivoluzione cinese"?
 
L'evoluzione degli uccelli è uno degli esempi più importanti delle potenzialità della cladistica. L'ipotesi che gli uccelli derivino da (altri) teropodi è nata a fine '800, ma solo con l'avvento della cladistica ha potuto dimostrarsi la più robusta e feconda tra tutte le ipotesi evolutive proposte. Ovviamente, la scoperta degli straordinari fossili piumati della Cina ha dato la conferma definitiva che è dentro i dinosauri teropodi che va cercata l'origine degli uccelli. Ormai, rifiutare questo modello implica rifiutare qualsiasi speranza di ricostruire l'evoluzione dai fossili. Trovo curioso che ancora molti vedano l'ipotesi "dinosauriana" dell'origine degli uccelli solamente come una tra tante alternative ugualmente plausibili. Eppure, essa ormai ha la stessa robustezza e validità dell'ipotesi che i mammiferi siano sinapsidi derivati, o che i tetrapodi siano pesci derivati. Probabilmente, la difficoltà per molti di accettare le evidenze note deriva da un pregiudizio "filosofico" sul modo con cui avviene l'evoluzione. Dire "gli uccelli sono dinosauri" a molti appare poco plausibile perchè intendono la frase come se dicesse "gli uccelli sono enormi rettili estinti". Bisogna ancora liberare l'opinione generale dallo stereotipo del dinosauro come "primitivo fallimento evolutivo".
 
8- Che cos'è Megamatrice?
 
Megamatrice è un progetto nato come estensione della mia tesi di laurea. Si tratta di un'analisi cladistica di tutti i generi di teropodi mesozoici noti. A parte il gruppo degli uccelli moderni (Neornithes) che non è stato scomposto in generi, tutti gli altri teropodi noti sono stati inseriti in questo progetto come singoli generi. Questa scelta nasce dal desiderio di non imporre alcuna relazione di parentela a priori tra i generi di teropodi, ma di valutare quali relazioni possano emergere analizzandoli tutti contemporaneamente. Attualmente l'analisi comprende oltre 200 linee evolutive e analizza più di 900 caratteri dello scheletro. Quando sarà pubblicata (io e Simone Maganuco, che è coautore dello studio, speriamo entro il 2008-9) potrà vantare di essere la più grande e completa analisi dell'evoluzione dei teropodi mesozoici, dalle origini triassiche del clade fino alla base degli uccelli moderni. Ne vado molto fiero, e spero che sarà di grande utilità per tutti quelli che, come me, sono appassionati studiosi del Mesozoico.
 
Grazie
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categorie: interviste
lunedì, 17 marzo 2008

News- La sirena rivive dal Pliocene

Dare vita alla Sirena

La scoperta

Durante il mese di agosto, Simone Casati, mentre osservava una piccola parete sabbiosa in località Campagnatico, si è trovato di fronte ai resti fossilizzati di un grande mammifero marino risalente ad una fase molto antica del Pliocene. Osservando attentamente la parete composta da sabbie di origine marina, il ricercatore non ha avuto difficoltà nel rendersi conto che quei frammenti di colore rossastro appartenevano allo scheletro fossilizzato di un animale marino di oltre tre metri di lunghezza.Il fossile, in buono stato di conservazione, verrà messo in sicurezza dai volontari del Gruppo AVIS Mineralogia paleontologia Scandicci ed il dott. Menotti Mazzini, incaricato dalla Soprintendenza alle Antichità della Toscana a coordinare il recupero. Il fossile sembra in buone condizioni, ma purtroppo è stato parzialmente disarticolato da una ruspa durante una vecchia fase di lavorazione. Successivamente, grazie alle acque piovane, i resti sono emersi dalla parete e dal sedimento che era stato accantonato poco distante. Pertanto, come sovente accade, in riferimento ai ritrovamenti fossili, verrà ricostruito il puzzle che consentirà di riportare alla luce un gigante che nuotava nelle acque della nostra regione oltre 4 milioni di anni fa. Lo studio del reperto verrà affidato all’Univesità di Pisa, esattamente alla dottoressa Silvia Sorbi e il dottor Giovanni Bianucci. Dopo alcuni mesi dalla scoperta iniziale, finalmente, si sono dissolti i rallentamenti dovuti alle formalità burocratiche e, in virtù di questo, il Funzionario di zona, la dottoressa Gabriella Barbieri, è lieta di annunciare che il fossile verrà recuperato in breve tempo e sarà musealizzato nella sala del museo di Scandicci che attualmente ospita la balena scoperta a Castelfiorentino nel 1999 e il delfino di Pienza scoperto nel 2003.

Descrizione del Sirenide

Denominato anche vacca marina, il dugongo è un animale di grandi dimensioni che può raggiungere i tre metri di lunghezza, appartiene all’ordine dei Sirenidi insieme al lamantino. In pratica sono animali esclusivamente acquatici a dieta erbivora che vivono in acqua marina (dugongo) o anche dolce (lamantino). Il nome dell’ordine, Sirenidi, deriva dalla lontana somiglianza che questi esseri hanno con le creature mitologiche per metà donne e per metà pesci. Effettivamente l’espressione del muso e le mammelle posizionate in zona toracica riportano lontanamente alla figura umana, la parte caudale ha poi forma di pinna di pesce per cui la fervida fantasia degli antichi ha sicuramente trovato terreno fertile a questo proposito, anche se i parametri di bellezza con cui si può definire una sirena mitologica non sono certo sovrapponibili a quelli utilizzabili per la descrizione di questo particolare animale. Le dimensioni del dugongo sono notevoli sia per quanto riguarda la lunghezza che il peso che può aggirarsi intorno alla tonnellata.

Ecco un video della Sirena di Scandicci :

VIDEO SIRENA

 Sito GAMPS

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categorie: news
mercoledì, 12 marzo 2008

La scimmia nuda e l'evoluzione umana

La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità

"Udine, ex chiesa di San Francesco
12 febbraio  >> 21 settembre

La collaborazione tra i musei di Storia Naturale di Udine, Trento e Torino ha dato vita ad una mostra che costituisce un viaggio avvincente nella storia della specie umana a partire dalla sua origine animale, in un dialogo serrato tra cultura umanistica e scientifica. “La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità” è un evento espositivo di grande attualità sia dal punto di vista scientifico, sia per le molteplici implicazioni culturali, sociali e filosofiche; è il risultato dell’integrazione di diverse discipline, le quali, in risposta all’importanza e alla complessità del tema trattato, non si limitano a confrontarsi, ma si completano reciprocamente. La mostra è suggestiva e crea diversi livelli di coinvolgimento del pubblico, alternando apparati multimediali, postazioni interattive, reperti naturalistici, storici, bibliografici, etnografici, d’arte e archeologici di particolare pregio ed efficacia.

Fonte: Comune di Udine

scarica il Pieghevole della mostra

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categorie: musei e siti