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4 aprile 2008, ore 18
Presso la Sala Aiace della Loggia del Lionello in Piazza Libertà ad UDINE
verrà presentato il volume n. 50 "VERTEBRATI FOSSILI DEL FRIULI - 450 milioni di anni di evoluzioni" del paleontologo Fabio Marco Dalla Vecchia. Seguirà una conferenza dell’autore dal titolo “Tracce di animali estinti nel Friuli preistorico”.
"Fossili ed evoluzione: in questo ambito il ruolo dei musei naturalistici come protagonisti della ricerca e della divulgazione è oramai acquisito. Il Museo Friulano di Storia Naturale prosegue nel suo progetto di diffusione della Cultura Scientifica, con particolare riferimento al proprio territorio, fornendo un nuovo tassello di quel complesso mosaico che è la Storia Geologica del Friuli. L'intento del volume è quello di fornire - sulla base dei dati disponibili - una panoramica il più possibile completa dei verteebrati fossili friulani e della loro corrispondenza con il processo evolutivo che si svolgeva, contemporaneamente, nel resto del Pianeta"
Questo è l'invito alla presentazione(fornitomi da Dalla Vecchia, il quale ringrazio per la comunicazione):
A breve vi posterò un'intervista a Dalla Vecchia, per saperne di più su "Vertebrati fossili del Friuli". Un pregiato volume, scritto da uno studioso competente e illustratato da un'altrettanto valido artista, Lukas Panzarin. E, sopratutto, un libro sulle antiche meraviglie fossili del nostro paese...Il Friuli è una terra antichissima, ricca di tesori paleontologici. Tesori che andrebbero valorizzati. Recenti scoperte come quella del rettile marino Bobosaurus o i nidi di etosauro, ritrovamenti unici al mondo, sono approfondite nel volume. A presto!

Dare vita alla Sirena

La scoperta
Durante il mese di agosto, Simone Casati, mentre osservava una piccola parete sabbiosa in località Campagnatico, si è trovato di fronte ai resti fossilizzati di un grande mammifero marino risalente ad una fase molto antica del Pliocene. Osservando attentamente la parete composta da sabbie di origine marina, il ricercatore non ha avuto difficoltà nel rendersi conto che quei frammenti di colore rossastro appartenevano allo scheletro fossilizzato di un animale marino di oltre tre metri di lunghezza.Il fossile, in buono stato di conservazione, verrà messo in sicurezza dai volontari del Gruppo AVIS Mineralogia paleontologia Scandicci ed il dott. Menotti Mazzini, incaricato dalla Soprintendenza alle Antichità della Toscana a coordinare il recupero. Il fossile sembra in buone condizioni, ma purtroppo è stato parzialmente disarticolato da una ruspa durante una vecchia fase di lavorazione. Successivamente, grazie alle acque piovane, i resti sono emersi dalla parete e dal sedimento che era stato accantonato poco distante. Pertanto, come sovente accade, in riferimento ai ritrovamenti fossili, verrà ricostruito il puzzle che consentirà di riportare alla luce un gigante che nuotava nelle acque della nostra regione oltre 4 milioni di anni fa. Lo studio del reperto verrà affidato all’Univesità di Pisa, esattamente alla dottoressa Silvia Sorbi e il dottor Giovanni Bianucci. Dopo alcuni mesi dalla scoperta iniziale, finalmente, si sono dissolti i rallentamenti dovuti alle formalità burocratiche e, in virtù di questo, il Funzionario di zona, la dottoressa Gabriella Barbieri, è lieta di annunciare che il fossile verrà recuperato in breve tempo e sarà musealizzato nella sala del museo di Scandicci che attualmente ospita la balena scoperta a Castelfiorentino nel 1999 e il delfino di Pienza scoperto nel 2003.
Descrizione del Sirenide
Denominato anche vacca marina, il dugongo è un animale di grandi dimensioni che può raggiungere i tre metri di lunghezza, appartiene all’ordine dei Sirenidi insieme al lamantino. In pratica sono animali esclusivamente acquatici a dieta erbivora che vivono in acqua marina (dugongo) o anche dolce (lamantino). Il nome dell’ordine, Sirenidi, deriva dalla lontana somiglianza che questi esseri hanno con le creature mitologiche per metà donne e per metà pesci. Effettivamente l’espressione del muso e le mammelle posizionate in zona toracica riportano lontanamente alla figura umana, la parte caudale ha poi forma di pinna di pesce per cui la fervida fantasia degli antichi ha sicuramente trovato terreno fertile a questo proposito, anche se i parametri di bellezza con cui si può definire una sirena mitologica non sono certo sovrapponibili a quelli utilizzabili per la descrizione di questo particolare animale. Le dimensioni del dugongo sono notevoli sia per quanto riguarda la lunghezza che il peso che può aggirarsi intorno alla tonnellata.
Ecco un video della Sirena di Scandicci :


La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità

"Udine, ex chiesa di San Francesco
12 febbraio >> 21 settembre
La collaborazione tra i musei di Storia Naturale di Udine, Trento e Torino ha dato vita ad una mostra che costituisce un viaggio avvincente nella storia della specie umana a partire dalla sua origine animale, in un dialogo serrato tra cultura umanistica e scientifica. “La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità” è un evento espositivo di grande attualità sia dal punto di vista scientifico, sia per le molteplici implicazioni culturali, sociali e filosofiche; è il risultato dell’integrazione di diverse discipline, le quali, in risposta all’importanza e alla complessità del tema trattato, non si limitano a confrontarsi, ma si completano reciprocamente. La mostra è suggestiva e crea diversi livelli di coinvolgimento del pubblico, alternando apparati multimediali, postazioni interattive, reperti naturalistici, storici, bibliografici, etnografici, d’arte e archeologici di particolare pregio ed efficacia.
Fonte: Comune di Udine

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