SCOPRI L'ANTICA ITALIA -Fossili, paleontologia e dinosauri ITALIANI - Per rivolgere domande, commenti, opinioni, critiche, proposte, per divenire collaboratori, inviare materiale o segnalare nuovi ritrovamenti inviate un messaggio a questo indirizzo fabiomanucci@alice.it o scriveteci sul guestbook
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“VERI DINOSAURI DALLA MONGOLIA”







Nuove scoperte ammoniti umbro-marchigiane
In genere, non mi occupo di paleontologia degli invertebrati...Non ho mai pubblicato sul blog articoli o news a tema. Non sono una fanatico di ammoniti e trilobiti, per intenderci, come lo sono invece molti collezzionisti. Non per questo, in Italia, nessuno si occupa di questa branca, anzi...sono molto più numerosi che in paleontologia dei vertebrati! E a volte...si fanno interessanti scoperte, come questa:

Le associazioni ad ammoniti contenute nei livelli calcarei di lumachella spatica della Cava Grilli (Passo del Furlo, Appennino umbro-marchigiano) permettono di integrare studi precedenti sul Pliensbachiano inferiore di tale area, consentendo di ottenere un quadro tassonomico, biostratigrafico e paleobiogeografico piuttosto vario. Fra i numerosi ammoniti trovati, sono stati descritti molti nuovi taxa, a cominciare dalla nuova specie Miltoceras furlense. Ad un altro sottogruppo di Coeloceratidae, i Dubariceratinae, é stato attribuito il nuovo genere Spiniclaviceras, qui istituito per la nuova specie S. spirale, caratterizzata da avvolgimentio evoluto e tozze spine claviformi. Particolarmente importante é la documentazione dei Polymorphitidae, nella cui sottofamiglia nominale (Polymorphitinae) viene individuato il nuovo genere Paramorphites, con la nuova specie P. acutiventris. Rimanendo ancora nella famiglia Polymorphitidae, viene formalizzata la nuova sottofamiglia Furlitinae, e nella famiglia Sinuiceratidae viene ascritto il nuovo genere Sphenoacanthites. In aggiunta a ció, sono stati riconosciuti tre altri nuovi generi, lasciati al momento privo di denominazione formale per la scarsitá dei dati. Nel loro complesso, i dati consentono di discutere ipotesi filogenetiche e paleobiogeografiche per alcune forme della Tetide mediterranea, e consentono inoltre di presentare una sintesi tassonomica piuttosto ampia. Dal punto di vista paleogeografico, i caratteri della fauna ad ammoniti nel Apennino suggeriscono che una porzione limitata della Tetide occidentale puó essere considerata come una "unitá paleobiografica meso-mediterranea a Peltolytoceratinae". Questa regione di bassa e media profonditá avrebbe incluso Apennino, Toscana, Sicilia, Albania, Nordafrica e forse anche parti della odierna Spagna ede Alpi Austriache. Vengono discusse le sue relazioni con altre aree, cosi come la possibilitá di scambi faunistici ad ovest con la Provincia Andina. Tutto lascia in effetti pensare che il passaggio marino trans-Pangea abbia funzionato come un filtro, permettendo la migrazione solo ad alcune forme, probabilmente legate ad un ambiente di vita piú superficiale, ma non a quelle per le quali si puo supporre un habitat piú profondo." VENTURI; NANNARONE; BILOTTA (2007): Ammonites from the early Pliensbachian of the Furlo Pass (Marche, Italy): biostratigraphic and paleobiogeographic implications. Boll. Soc. Paleont. Ital. 46(1):1-31

fonte: GeologyOnline
Tutti voi conoscerete le ammoniti(il nome deriva dal dio egizio Ammon), sono il classico fossile^^ Fortunatamente, nessuno le ritiene più serpenti pietrificati(o peggio), come avveniva nel Medioevo...Le ammoniti sono diffuse anche in Italia, tanto che la documentazione nel solo Appennino copre circa 100 milioni di anni; dal Triassico al Cretaceo. Le ammoniti sono importanti fossili-guida(sopratutto per il mesozoico, in cui si ebbe la loro massima diffusione), e buoni indicatori paleogeografici. Facilitano enormemente il lavoro di geologi e paleontologi nella datazione dei sedimenti. Le ammoiti(o Ammonoidei)scomparvero insieme ai dinosauri, dopo centinaia di milioni di anni di successo...Oggi, l'animale che più le ricorda è il nautilus, un vero e proprio fossile vivente, sopravvissuto al limite K-T(Cretaceo-Terziario).
Approfondimenti:
2-Ammonites.fr(francese)
3-Anatomia ammoniti(inglese)



Denuncia ai carabinieri di Monza! 9 dinosauri sequestrati
Questa storia la dice lunga sulle leggi vigenti in Italia e , alla fine, la protesta del direttore non è del tutto immotivata. Comunque, era previdibile. Il nostro stato, di fronte ai fossili, all'archeologia(ah, giusto...paleontologia!! Che imbranato, vero?), è un dinosauro(senza offesa per questi magnifici e avanzatissimi animali, maledetto stereotipo):
" Il direttore del Museo malacologico, Tiziano Cossignani, ha denunciato alla procura di Fermo i carabinieri di Monza che, il 7 novembre dello scorso anno, hanno sequestrato tutti i fossili della sezione malacopaleontologica, tra i quali nove dinosauri. Una settimana fa, con un gesto clamoroso, il direttore del museo lo aveva chiuso, protestando in questo modo per un “provvedimento immotivato” e perche’ tutte le richieste di dissequestro erano state respinte. Oggi e’ arrivata la denuncia dei militari del Nucleo Tutela Beni Culturali di Monza, che dipendono dal dicastero guidato ministro Rutelli, al quale Cossignani ha anche richiesto un risarcimento di 500.000 euro. Tutti e 9 i dinosauri sequestrati provengono da Paesi extracomunitari e, secondo il direttore del museo malacologico, “la legge applicata dai carabinieri di Monza tutela unicamente i fossili italiani e, peraltro, di particolare interesse paleontologico”.
Se i fossili non saranno dissequestrati in breve tempo, Cossignani si e’ detto pronto a coinvolgere i propri legali per una denuncia alla Corte di Strasburgo, mentre sarebbe gia’ pronto un appello al Presidente della Repubblica. (AGI)"

Forse, questa storia non riguarda nemmeno reperti di dinosauri, bensì di rettili marin(!)i:
http://www.prionace.it/pagmuseo.htm
Ma in fondo, a chi può interessare? Che siano dinosauri o altro? Delfini o pesci? Pipistrelli o uccelli? Sono solo dettagli per esperti, no?........Torneremo presto sul discorso.

TRIASSIC PARK - Orme triassiche nel comune di Zone(Brescia)
Per la gente, non è ancora facile pensare all'Italia come ad una "terra di dinosauri". In fondo, i grandi ritrovamenti avvengono nelle pianure aride degli Stati Uniti, della Mongolia, della Patagonia e del Sahara, o chissà in quali aree sperdute ed estranee alla nostra quotidianità. E invece, in Italia, le scoperte sono sempre più numerose. Certo, non si parla ancora di scheletri enormi e portentosi, ma i dinosauri hanno lasciato le loro tracce, nel vero senso della parola! Proprio in questi giorni, è stata segnalata la scoperta di un nuovo icno-sito nel bresciano. Come sempre, quest'antico paese continua a stupirci, quasi volesse gridare: "anch'io ho una grande storia da raccontarvi!" E forse dovremmo ascoltarlo...In Italia, le orme di dinosauro non sono più reperti rari, sopratutto grazie a ritrovamenti di giovani entusiasti o appassionati. Quindi, il prossimo scopritore...potresti essere tu! E dire che, solo 20 anni fa, la situazione era opposta...
"Segnalato un ritrovamento eccezionale di probabili icnotracce, tale affioramento, se confermato da ulteriori studi pone la zona di affioramento in una nuova luce dal punto di vista paleogeografico. Riportiamo le parole dello scopritore "Vezzoli Federico" che appassionato di geologia, speleologia e storia locale cercando di raggiungere un rifugio lungo una strada montana si sofferma ad osservare una parete di roccia e ci comunica"Le icniti si presentano come una serie di impronte "tipiche" (ne ho identificate in parete circa 10/12), larghe piu' o meno 30-40 cm l'una, esse disegnano una pista diagonale lunga 6 mt, le definirei da profano come le tipiche impronte alternate della camminata del rettile preistorico e con tanto di bordo rialzato per il sollevamento del fango da sotto la zampa del rettile !! Aimè il grosso della "camminata" è andato distrutto poichè la porzione della parete che conteneva la maggior parte di esse, a seguito del distacco della porzione dello strato fossilifero, si è irrimediabilmente perso. L'area interessata dal ritrovamento è situata proprio sul lato sud ovest di un torrentello montano (val Valurbes) lungo la strada-mulattiera denominata "Antica Valeriana", a due metri da essa affiora una parete rocciosa della Formaz. di Wengen larga circa 15 mt ed alta 6, con immersione sub verticale, sulla cui porzione piu' ad ovest è ben evidente la pista fossile, ben conservata."Questo ritrovamento conferma i numerosi ritrovamenti di piste di questi ultimi anni nell'arco alpino all'incirca della stessa epoca (Triassico). Per ulteriori conferme e notizie si attende l'intervento della sovrintendenza avvisata dallo scopritore, come l'intervento degli studiosi e specialisti. "
fonte: Paleofox

Nella foto(di F.Vezzoli)ho evidenziato in rosso le tracce presenti sulla parete rocciosa. Purtroppo, non sono ancora disponibili immagini più chiare, quindi dovremo attendere nuovi risvolti. Ora, devono essere descritte ed identificate. Potrebbero anche non essere impronte di dinosauro. Fra l'altro, sono piuttosto vecchiotte: risalgono al Ladinico (237-28 milioni di anni fa). Se proprio si trattasse di un dinosauro, sarebbero fra le più antiche al mondo...Viste le dimensioni e l'età, potrebbe trattarsi di un prosauropode(primitivi vegetariani dal lungo collo, antenati dei sauropodi). Dinosauro o meno, rimane una scoperta sensazionale. Vi terremo informati....

Approfondimenti:
1-Wikipedia(italiano)
2-Paleos

La foresta fossile italiana...sotto vetro!
La foresta fossile di Dunarobba, nei pressi di Avigliano Umbro, è certamente un luogo incredibile e unico: circa 50 tronchi sono stati preservati dalla decomposizione, "mummificati"da una spessa coltre argillosa. Alti fino a 10 metri, con un diametro compreso tra 1-4 metri, e sopratutto ancora in posizione eretta, questi resti sarebbero appartenuti a degli antichi taxodi( Taxodioxylon gypsaceum), una specie estinta di conifera, affine alla sequoia sempreverde. Una foresta "fantasma" vecchia di 3 milioni di anni, quando in Italia il cilma era ancora tropicale. Quando gli ippopotami e gli elefanti erano di casa, come anche i taxodi...

" I tronchi degli alberi più grandi e pregiati della foresta fossile di Dunarobba saranno racchiusi in una cabina di vetro climatizzata per essere meglio conservati grazie ad un impianto unico nel suo genere in Italia e tecnologicamente avanzato. Lo ha annunciato il sindaco di Avigliano Umbro Giuseppe Chianella, nel cui territorio si trova l'area, gli assessori alla cultura dello stesso Comune Zefferino Cerquaglia e della Provincia Alberto Sganappa e il rappresentante della Soprintendenza ai beni archeologici dell'Umbria Maria Cristina De Angelis. L'iniziativa è tesa a valorizzare la presenza della foresta fossile, risalente al Pliocene e la cui eccezionale importanza scientifica - è stato spiegato - deriva dal fatto che i tronchi sono in posizione eretta. Gli interventi per valorizzare il sito comprenderanno anche interventi di arredo arbustivo ed erbaceo per rendere più ordinate le scarpate e più curati i percorsi interni. Nel centro polivalente verrà realizzato un bar-ristoro mentre anche gli uffici subiranno un intervento di miglioramento per accogliere i visitatori. La foresta fossile, inoltre, sarà accessibile per le visite, tutti i giorni della settimana, escluso il lunedì. La gestione del sito paleontologico, unita alla manutenzione, comporterà una spesa annuale di circa 50 mila euro che saranno reperiti attraverso leggi regionali, contributi e fondi, sia della Soprintendenza sia del Comune di Avigliano Umbro. Il prossimo primo febbraio, e' stato annunciato, si riunirà l'apposito comitato tecnico-scientifico per la definizione di un programma annuale delle iniziative"
Approfondimenti: