Jurassic Italia Blog
venerdì, 31 agosto 2007

Nuove NEWS INEDITE!

Da riscrivere la storia della VITA nel TRIASSICO! Finalmente rivelati i dettagli sulla scoperta dei nidi fossili a Dogna.. 

NEWS DEL MOMENTO! 

SOPRA: Una delle piste ad orme rinvenute a Dogna, appartenenti ad un etosauro.

La notizia è del tutto inedita. Proprio ieri il Museo di Storia Naturale di Udine ha rilasciato un comunicato stampa sui misteriosi nidi di Dogna! Nidi(se lo sono) vecchi di ben 220 milioni di anni, all'epoca dei primi dinosauri, ma appartenenti ad animali differenti. Non si tratterebbe infatti di nidi dinosauriani, bensì di parenti erbivori dei coccodrilli(anche se decisamente più pacifici): gli ETOSAURI. La recente scoperta di Dogna rivela un inatteso aspetto del loro stile di vita. Pare infatti che, già nel periodo Triassico, questi rettili avessero elaborato un sofisticato comportamento sociale e riproduttivo, più complesso rispetto a qualunque rettile attuale, coccodrilli inclusi. Un simile comportamento era stato riscontrato solo nei dinosauri, di cui ormai è assodata la parentela e somiglianza con gli uccelli. Ma mentre dei dinosauri sappiamo molto, degli etosauri sappiamo pochissimo..e questa scoperta si rivela importantissima per comprendere la fauna del Triassico, svelando un nuovo volto di quel mondo antico. L'Italia, si sta rivelando un vero "Triassic Park" .  E' Dogna ne è un perfetto esempio(vi ricordate del Bobosauro?) Buona lettura:

"Nel 2003 alcuni ricercatori dell’Università di Padova hanno scoperto una dozzina di strane depressioni circolari conservate sulla superficie di uno strato roccioso lungo la Val Dogna, nelle Alpi Giulie in Provincia di Udine. Risalgono all’intervallo del tempo geologico chiamato Triassico superiore, circa 220 milioni di anni fa, hanno un diametro di 100-160 cm, una profondità di 5-20 cm e sono circondate da un bordo rilevato di sedimento fangoso pietrificato.Anche se al loro interno non sono conservati resti di uova, in base al confronto con strutture simili rinvenute in Nord e Sud America sono state identificate come nidi di rettili estinti. Nella stessa zona, sulla superficie di uno strato di roccia posizionato solo 1 metro più in alto, nel 1994 erano state scoperte e studiate dal Museo Friulano di Storia Naturale di Udine alcune piste fossili di un animale quadrupede lungo circa 2 metri e simile ad un coccodrillo, probabilmente un etosauro. Secondo i paleontologi e geologi dell’Università di Padova (Paolo Mietto, Daniele Piubelli, Nereo Preto e Manuel Rigo), del CNR di Padova (Guido Roghi), del Museo Tridentino di Scienze Naturali (Marco Avanzini) e del Museo Friulano di Storia Naturale (Fabio M. Dalla Vecchia) che hanno studiato i reperti, l’autore dei nidi è probabilmente lo stesso che ha impresso le orme. A sostegno di tale ipotesi - oltre alla coincidenza spazio/temporale - sono le dimensioni dei nidi che corrispondono bene con quelle degli autori delle orme.  

È la prima volta che viene scoperto un sito di nidificazione di questi animali estinti.
 
La cosa straordinaria è che le modalità di costruzione dei nidi sono molto più sofisticate di quanto si osserva nei coccodrilli attuali.
 
I rettili della Val Dogna producevano una depressione a catino aperta e orlata come quella che costruiscono alcuni uccelli attuali (struzzi e fenicotteri, per esempio). Questo comportamento, complesso e connesso alla cura della prole, era ritenuto finora una caratteristica dei dinosauri (gli uccelli sono attualmente considerati un gruppo specializzato di dinosauri teropodi), osservata in Troodon del Nord America, vissuto 70 milioni di anni fa e quindi ben 150 milioni di anni dopo i nidi di Dogna.
Per deporre le uova, i coccodrilli attuali scavano una semplice buca nella sabbia che poi ricoprono dopo la deposizione (coccodrilli in senso stretto, gaviali), oppure costruiscono montagnole di detriti vegetali che contengono le uova al proprio interno (alligatori, caimani). Sorprendentemente, quindi, le abitudini riproduttive di alcuni rettili Crurotarsi triassici erano più sofisticate di quelle dei loro parenti attualmente viventi. Lo studio dei nidi fossili friulani ha conquistato la copertina del numero di settembre della prestigiosa rivista scientifica internazionale PALAIOS e di essi sarà data notizia nel numero di settembre della rivista LE SCIENZE.
  
COME SONO FATTI I NIDI?
 
Si tratta di ampie depressioni, rotondeggianti, larghe circa 1-1,5 metri. Il perimetro è definito da una ciambella di fango alta fino a 20 cm, costruita dall’animale sospingendo verso l’esterno, probabilmente con le zampe, il materiale di scavo. Per questo motivo il bordo non è perfettamente regolare, ma costituito di più strati di sedimento scavato in tempi diversi. La parte centrale delle depressioni conserva sul fondo tracce di materiale di origine vegetale; probabilmente si tratta dei resti di piante o alghe che le femmine ponevano nel nido per tenere calde le uova con il calore sviluppato dalla fermentazione.
I nidi si trovano l’uno vicino all’altro e grossomodo equidistanti: tra un nido e l’altro lo spazio libero tra i loro bordi è di circa un metro. Anche questo è un dato importante in quanto documenta un comportamento sociale. Non si tratta quindi di nidi isolati, ma di un vero e proprio sito di nidificazione di un gruppo di rettili estinti imparentati con i coccodrilli attuali.
 
CHI ERANO GLI AUTORI DEI NIDI DI DOGNA?
I coccodrilli e gli uccelli sono gli unici rappresentanti viventi di un gruppo di rettili – gli Arcosauri – che ebbero un successo evolutivo straordinario durante l’era Mesozoica, tra i 250 e i 65 milioni di anni fa. I due rami evolutivi principali degli Arcosauri sono proprio quelli che hanno portato alle forme attuali. Il ramo degli Ornitodiri ha visto il grande sviluppo dei Dinosauri, dei quali gli uccelli sono gli unici sopravvissuti.
Il ramo evolutivo che ha prodotto i coccodrilli attuali include tutta una serie di animali vissuti durante il periodo Triassico tra i 240 e i 200 milioni di anni fa, che sono completamente estinti. Si tratta dei fitosauri, predatori dall’aspetto superficialmente simile a quello dei coccodrilli, degli etosauri, vegetariani dal corpo corazzato, e dei rauisuchi, feroci ed agili predatori terrestri. Questi animali, insieme ai coccodrillomorfi, formano il gruppo dei Crurotarsi. Le prime specie riconducibili ai coccodrilli attuali (vale a dire, i primi coccodrillomorfi) risalgono a circa 200 milioni di anni fa. Gli Etosauri, i probabili autori dei nidi della Val Dogna, erano quadrupedi come i coccodrilli attuali, ma, a differenza di questi, avevano zampe disposte quasi verticalmente sotto il corpo, quindi la loro deambulazione era meno goffa. Il tallone non era ancora del tutto sviluppato e il fulcro, per il sistema di leve che permetteva loro di innalzare la zampa posteriore dal suolo, era costituito dal quinto osso metatarsale e dal quinto dito, disposto lateralmente. Si trattava di pacifici vegetariani che convissero con i primi dinosauri. Dall’analisi delle piste è risultato evidente come i rettili della Val Dogna fossero rettili lunghi circa due metri, dal corpo basso e largo che non strisciava al suolo con la pancia e la coda come facevano altri rettili più primitivi, ma si muovevano invece in modo piuttosto efficiente tenendo le zampe orientate in avanti. Le zampe posteriori erano allungate, avevano cinque dita e lasciavano un’impronta lunga una ventina di centimetri, decisamente più grande di quella subcircolare della zampa anteriore. Per deporre le uova questi animali si riunirono in un luogo riparato, ai margini di una vasta laguna dalle rive ricoperte di vegetazione, non molto lontano dal mare aperto che si trovava ad est. La zona di Dogna è già nota in campo paleontologico per avere fornito i resti scheletrici – leggermente più antichi dei nidi ed altrettanto unici al mondo – di altri grandi rettili estinti. Si tratta del placodonte Protenodontosaurus italicus (che viveva in mare ed era vagamente simile ad una tartaruga) e del Bobosaurus forojuliensis, un predatore marino lungo circa tre metri e possibile antenato dei plesiosauri giurassici."

SOPRA & SOTTO: Ricostruzione del nido e del suo "custode", un etosauro erbivoro. Probabilmente la femmina poneva in esso delle piante. per tenere calde le uova con il calore(se le avesse covate si sarebbero sicuramente trasformate in "frittate") L'illustrazione è ad opera del giovane Morandini Andrea, illustratore incaricato da Jurassic Italia.Sotto, l'articolo apparso ieri sul Messagero..dopo il rilascio del comunicato Stampa.

VI TERREMO INFORMATi sulle nuove scoperte!

-Per approfondire-
siti stranieri:
 
Pubblicazioni GRATUITE(file PDF):
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giovedì, 30 agosto 2007

Musei Paleontologici d'Italia

SPECIALE

Sotto richiesta di diversi visitatori, vi rendiamo disponibile una lista online dei musei italiani di storia naturale, mineralogia e paleontologia. Spero sarà utile a tutti voi appassionati, e anche non!

EDIT: lista aggiornata su questo sito  http://www.fossili.it/framemusei.html

Sotto: Bellissimo scheletro -originale- di Ouranosaurus nigeriensis, esposto al Museo di Storia Naturale di Venezia, insieme a molti altri reperti rinvenuti nella grande spedizione Italia-Francia del 70'. Ma per chi vuol vedere dinosauri..il Museo di Storia Naturale di Milano li batte tutti!

VALLE D'AOSTA

Saint Vincent (Aosta) - Museo di Mineralogia e Paleontologia

PIEMONTE

Alba (Cuneo) - Museo civico "Federico Eusebio"

Lerma (Alessandria) - Museo Storico dell'Oro Italiano

Torino - Museo Regionale di Scienze Naturali

Torino - Museo di Storia Naturale Don Bosco

Macugnaga (Verbania) - Miniera d'Oro della Guia

Traversella (Torino) - Museo Mineralogico e delle Attrezzature delle Miniere di Traversella

LIGURIA



Campomorone (Genova) - Museo di Mineralogia e Paleontologia

Carro (La Spezia) - Museo Mineralogico Permanente

Ceriale (Savona) - Museo Paleontologico "Silvio Lai"

Crocefieschi (Genova) - Museo Paleontologico di Crocefieschi

Genova - Museo Civico di Storia Naturale

Genova - Museo di Storia Naturale Giacomo Doria

La Spezia - Museo Geopaleontologico di Lerici

LOMBARDIA



Arsago Seprio (Varese) - Sezione di Paleontologia Civico Museo Archeologico

Bergamo - Museo Civico di Scienze Naturali "E. Caffi"

Bormio (Sondrio) - Museo Mineralogico e Naturalistico

Brescia - Museo Civico di Storia Naturale

Castell'Arquato (Piacenza) - Museo Geologico

Grandola ed Uniti (Como) - Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra

Induno Olona (Varese) - Museo di Scienze Naturali e Mineralogia

Milano - Museo Civico di Storia Naturale

Lecco - Museo Civico di Storia Naturale

Oltre il Colle (Bergamo) - Museo dei Minerali e della Miniera

Pavia - Università degli Studi di Pavia: Museo di Mineralogia e Petrografia

Pavia - Museo Civico di Storia Naturale


San Daniele Po (Cremona) - Museo Naturalistico Paleontologico

Sondrio - Museo Mineralogico: Collezione "F. Grazioli"

Stradella (Pavia) - Civico Museo Naturalistico Lombardi

Villa d'Almè (Bergamo) - Museo Civico di Scienze Naturali "Severo Sini"

TRENTINO-ALTO ADIGE


Bolzano - Similaum

Brentonico (Trento) - Museo: Museo del fossile

Predazzo (Trento) - Museo geologico

Rovereto - Museo Civico

Tiso (Bolzano) -
Museo Mineralogico

Trento - Museo Tridentino di Scienze Naturali: Museo di Mineralogia

Valle Aurina (Bolzano) - Museo Mineralogico

Vigo di Fassa (Trento) - Museo Mineralogico Monzoni

Vipiteno (Bolzano) - Museo Provinciale delle Miniere

VENETO



Auronzo di Cadore (Belluno) - Museo della Flora, Fauna e Mineralogia

Bolca (Verona) - Museo dei Fossili di Bolca

Cinto Euganeo (Padova) - Museo Geo-Paleontologico di Cava Bomba

Cortina d'Ampezzo (Belluno) -
Museo Paleontologico "Rinaldo Zardini"

Montebelluna (Treviso) - Museo di Storia Naturale e Archeologia

Montecchio Maggiore (Vicenza) - Museo Civico "G. Zannato"

Padova - Università degli Studi di Padova: Museo di Mineralogia

Selva di Cadore (Belluno) - Museo Vittorino Cazzetta

Venezia - Museo Civico di Storia Naturale

Verona - Museo Civico di Storia Naturale


FRIULI-VENEZIA GIULIA



Monfalcone (Gorizia) - Museo Paleontologico Cittadino della Rocca

Trieste - Museo Civico di Storia Naturale

Trieste - Università degli Studi di Trieste: 
Museo di Mineralogia e
Petrografia

EMILIA-ROMAGNA

 

Bedonia (Parma) - Museo di Storia Naturale "Mons. S. Ferrari"

Bologna - Università degli Studi di Bologna:
Museo Bombicci

Bologna - Università degli Studi di Bologna: Museo di Geologia e Paleontologia "G. Cappellini"

Cesena (Forlì) -Museo di Scienze Naturali

Faenza (Ravenna) - Museo Civico di Scienze Naturali

Ferrara - Museo Civico di Storia Naturale

Ferrara - Università degli Studi di Ferrara: Museo Geo-Paleontologico

Imola (Bologna) - Museo "G. Scarabelli"

Modena - Università degli Studi di Modena: Museo di Mineralogia, Petrografia e Geologia

Mondaino (Rimini) - Museo Paleontologico


Montefiore Conca (Rimini) - Museo di Minerali e Fossili

Parma - Università degli Studi di Parma: Museo di Mineralogia e Petrografia

Piacenza - Museo di Storia Naturale

Vignola (Modena) - Museo Civico di Vignola

TOSCANA



Aulla (Massa) - Museo di Storia Naturale e Fortezza della Brunella

Calci (Pisa) - Università degli Studi di Pisa: 
Museo di Storia Naturale della Certosa di Calci  

Capoliveri (Livorno) -
Museo "A. Ricci" dei Minerali Elbani

Empoli (Firenze) - Museo Civico di Paleontologia

Firenze - Università degli Studi di Firenze: 
Museo di Storia Naturale

Giglio Porto (Grosseto) - Museo della Mineralogia e della Geologia dell'Isola del Giglio

Livorno - Museo di Storia Naturale del Mediterraneo

Monsummano Terme (Pistoia) - Museo della Città e del Territorio

Montecatini Val di Cecina (Pisa) - Museo della Miniera

Montevarchi (Arezzo) - Museo paleontologico

Pescia (Pistoia) - Museo Civico di Scienze Naturali e Archeologia della Valdinievole

Pescia (Pistoia) - La Miniera di Publio

Poggibonsi (Firenze) - Museo di Paleontologia  

Prato -
Museo di Scienze Planetarie della Provincia di Prato

Rio Marina (Livorno) - Parco Minerario dell'Isola d'Elba

Siena - Museo di Storia Naturale dell'Accademia dei Fisiocritici


MARCHE

Apecchio (Pesaro Urbino) - Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone

Gagliole (Ancona) - Museo di Storia Naturale

Montefalcone Appennino (Ascoli Piceno) - Museo dei Fossili e di Storia Naturale "Neldo Bruni"

Offagna (Ancona) -
Museo di Scienze Naturali "L. Paolucci"

Pergola (Pesaro Urbino) - Gabinetto Geologico e Botanico Piccinini

Piobbico (Pesaro Urbino) - Museo Geopaleontologico Naturalistico Antropico e Ornitologico
"Brancaleoni"

Sassoferrato (Ancona) -
Le Pietre del Drago

Smerillo (Ascoli Piceno) - Museo dei Fossili e dei Minerali

UMBRIA

San Venanzo (Terni) - Museo Vulcanologico

Terni - Museo di Paleontologia Ex Chiesa di San Tommaso

LAZIO



Allumiere (Roma) - Museo Civico Comunale

Roma - Università degli Studi di Roma "La Sapienza": Museo di Mineralogia

Roma - Università degli Studi di Roma "La Sapienza": Museo di Paleontologia

Roma -
Museo Naturalistico Mineralogico del Collegio del Nazareno

Sutri (Viterbo) - Mostra Mineraria Permanente

ABRUZZO

Palena (Chieti) - Museo Geopaleontologico Alto Aventino Palena

Sulmona (L'Aquila) -
Museo di Storia Naturale - Comunità Montana Peligna "zona F"


CAMPANIA



Napoli - Museo di Storia Naturale

Napoli - Università degli Studi di Napoli:
Museo Mineralogico Federico II

Vico Equense (Napoli) -
Museo Mineralogico Campano


BASILICATA

Nemoli (Potenza) - Parco Tematico sulla Geologia

Rotonda (Potenza) - Museo Naturalistico del Pollino

Viggiano (Potenza) - Museo del Lupo


PUGLIA

Bari - Museo di Scienze della Terra

Calimera (Lecce) - Museo Civico di Storia Naturale del Salento


CALABRIA

Bova (Reggio Calabria) - Museo Paleontologico

Morano Calabro (Cosenza) -
Centro Studi Naturalistici del Pollino "Il Nibbio"

SICILIA
 



Caltanissetta - Museo Mineralogico e Paleontologico della Solfara

Castelbuono (Palermo) -
Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo

Catania - Museo Paleontologico dell'Accademia Federiciana

Comiso (Ragusa) -
Museo Civico di Storia Naturale di Comiso
 
Melilli (Siracusa) -
Ecomuseo dei Monti Climiti

Palermo - Museo di Mineralogia

Palermo - Museo di Paleontologia "Gemellaro"

Solarino (Siracusa) -
Ecomuseo Hyblon


SARDEGNA

Arzachena (Sassari) - Museo di Scienze della Terra e dell'Uomo

Assemini (Cagliari) -
Museo di Storia Naturale "Aquilegia"

Bortigiadas (Sassari) - Museo Mineralogico

Cagliari -
Museo di Mineralogia e Paleontologia"Domenico Lovisato"


Carbonia (Cagliari) - Museo del Carbone

Carbonia (Cagliari) - Museo di Paleontologia e Speleologia "E.A. Martel"

Iglesias (Cagliari) - Museo Mineralogico Sardo

Isola di Caprera (Sassari) -
Museo Geo-Mineralogico Naturalistico

Olbia (Sassari) - Museo Mineralogico Olbia

Siddi (Cagliari) - Museo di Zoologia e Mineralogia

postato da: Italosaurus alle ore 10:09 | link | commenti (5)
categorie: musei e siti
venerdì, 24 agosto 2007

Su Jurassic Italia la terza puntata di "Evoluti per caso"!

Eccoci ad un nuovo appuntamento con "Evoluti per caso". Sul sito della Rai si trova ora l'intero terzo episodio(13 Agosto 2007)di "Evoluti per caso"..Questa volta i turisti si trovano:

"Il viaggio di Patrizio e Syusy a bordo di Adriatica sulla scia del Beagle è arrivato alla sua terza puntata. Lunedì 13 agosto vedremo su Rai 3 il racconto delle tappe in Ecuador e in Cile.
Patrizio si trova a Quito, in Ecuador, insieme a Telmo Pievani dell'Università Milano Bicocca, ai suoi studenti e al giornalista naturalista Marco Ferrari di “Geo”. Nei quartieri più poveri di questa grande città costruita 500 anni or sono a 3000 metri sul livello del mare, si trovano radicate le tracce del Microcredito: una modalità di redistribuzione delle risorse a garanzia collettiva, che permette anche ai piccoli (e piccolissimi) artigiani e commercianti di avere accesso a prestiti e migliorare le proprie attività. Il merito della diffusione capillare di queste pratiche è dei progetti equo solidali di Cepesiu, un gruppo locale collegato ai nostri Etimos e Banca Etica. Il nostro gruppo di paladini in missione per la scienza, si avventurerà poi in un epico viaggio antropologico e sociologico tra le tribù indie Espera e Shwar, cercando di capirne le dinamiche sociali e comunitarie, ma soprattutto i meccanismi di adattamento alle terre decisamente difficili che abitano (vedi il fitto della foresta amazzonica equatoriale e le inerpicate pendici andine...). È quando incomincia a piovere che si rivela il vero volto della foresta! Un volto che esalterà per il suo tripudio di biodiversità Telmo Pievani e spaventerà Patrizio, soprattutto quando il professore cercherà di incunearsi tra le grotte per individuare un esemplare di Guaciaro: un uccellino "unto, cieco e sfigato" (parole di Pat...) che ha sviluppato un adattamento simile al pipistrello, nonostante latitudine e specie di appartenenza li allontanino inesorabilmente. Che Pat sia troppo "antropocentrico" per apprezzare il delicato sistema della foresta? Devono essere gli 8 metri di pioggia che ogni anno vi cadono a scoraggiarlo...Anche Syusy si addentra nella Foresta Amazzonica, passando però dal Brasile, per visitare gli Indios Guaranì che vivono confinati in piccoli spazi rivendicando la terra che gli è stata sottratta. Il suo viaggio poi continua in Cile, dove nel frattempo è arrivata Adriatica, ambasciatrice delle tecnologie ecocompatibili che Enel ha installato a bordo. A Valparaiso l'accoglienza al nostro equipaggio è calorosa, Adriatica attira l'attenzione di televisioni e giornali, tanto da ospitare persino la ministra dell'energia, Karen Poniachik. Ad occuparsi di energia e di fonti rinnovabili ci sono anche gli inviati speciali Paola Catapano e Mario Tozzi, alle prese con i geyser e la geotermia. In Cile esiste infatti il campo geotermico più alto del mondo, anche se il primato nella scoperta di questa forma di energia va all'Italia, datato 1904. Geologia e geofisica saranno il filo conduttore anche della scoperta del Cile da parte di Syusy, accompagnata dal vulcanologo esperto di tsunami Stefano Tinti dell'Università di Bologna, con le studentesse Lidia e Brunella. In Cile le grandi forze che hanno modellato la natura sono evidenti e ogni anno la crosta cresce di 10 centimetri: i terremoti e i maremoti sono all'ordine del giorno, il più devastante di cui si ha memoria risale al 1960 e provocò la distruzione di Conception. Syusy e il professor Tinti ci condurranno dentro alla mitica Armada Cilena, il centro che monitora tutto il Pacifico per dare gli eventuali allarmi tsunami."Bisogna interessarsi di quello che abbiamo sotto ai nostri piedi", sostiene Mario Tozzi...
Ma il Cile guarda anche verso l'alto, direttamente nell'universo! Nel deserto di Atacama sta sorgendo infatti il radio telescopio ALMA, un potente strumento che permetterà di scrutare i cieli con molta più precisione, anche per captare i fenomeni che si verificano a basse temperature. A spiegarci come e perché ci penseranno Gianni Siroli (astrofisico dell'Università di Bologna) e Paola Catapano. Ma il Cile è anche storia, densa di fatti da imprimere nel ricordo. Davanti al Palazzo della Moneda e sotto alla statua dedicata a Salvador Allende, Syusy cercherà di ricostruire per tutti i giovani che non c'erano il passato recente di questo paese. Ad aiutarla il celeberrimo gruppo di musica tradizionale degli Inti Illimani e il genetista dell'Università di Ferrara Guido Barbujani sulle tracce dei desaparecidos.."

puntata(13 Agosto 07) : http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-TuristiPerCaso%5E16%5E31848,00.html

Poi, tenetevi pronti..perchè questo Lunedì, finalmente, trasmetteranno la puntata tanto attesa, l'ultima, ma sopratutto la puntata dei dinosauri. Vi sarà infatti il palentologo Cristiano Dal Sasso, e parleranno(ma non solo)del Progetto Argendino, che vi abbiamo presentato qui a Jurassic Italia. Vi ricordo l'intervista al direttore del progetto, lo studioso Paolo Gandossi :

INTERVISTA - http://www.splinder.com/myblog/post/359933/13239468/yes

Ma anche altri nostri articoli a tema:

http://www.splinder.com/myblog/post/359933/11255267/yes

http://www.splinder.com/myblog/post/359933/11362134/yes

SITO PROGETTO ARGENDINO- http://www.progettoargendino.it/sito%20progetto/home/home2.htm

Ecco cosa ci dobbiamo aspettare dalla puntata di Lunedì(ricordo che sarà alle ore 21:00 su Rai3):

"Ultima puntata del ciclo di Evoluti per Caso, sulle tracce di Darwin. In questa puntata Syusy e Patrizio continuano a percorrere la parte più interessante del viaggio di Darwin - vale a dire l'America Latina - assieme a diversi gruppi di ricercatori universitari.Il gruppo dei genetisti dell'Università di Ferrara, coordinati da Guido Barbujani, è in Argentina: il suo scopo è collaborare con i colleghi genetisti a dare una identità ai corpi dei desaparecidos. Il gruppo di biologi padovani del professor Andrea Pilastro è nella Penisola di Valdes, ad osservare le colonie di leoni marini e di pinguini. Il gruppo dell'Università di Roma di Valerio Sbordoni e quello di Padova di Mariella Rasotto e Rudi Costa, continuano invece la navigazione su Adriatica, che segue la rotta del brigantino Beagle che 170 anni fa ha portato Darwin a navigare lungo i canali cileni e argentini: da Puerto Natales ad Ushuaia.Syusy, con il gruppo di bioantropologi di Davide Pettener (Università di Bologna) è sulle Ande, arriva a Cuzco e poi sale sul Machu Picchu, per svelare il mistero della sopravvivenza umana: come dobbiamo interpretare la profezia dei Maya secondo cui nel 2012 ci sarà un evento catastrofico che segnerà il destino del nostro Pianeta? E' vero che sta per cambiare la polarità della terra, per cui rischiamo di ritrovarci su un pianeta senza atmosfera, quindi invivibile? Patrizio invece percorre la Patagonia argentina con il gruppo dell'Università di Pavia e del Museo di Storia Naturale di Milano, guidato da Cristiano Dal Sasso e da Ilaria Vinassa. Andranno a veder da vicino lo scavo di Paolo Gandossi, giovane paleontologo italiano, in mezzo ai panorami desolati ma affascinanti del Lago Barreales. Ma perché si sono estinti i dinosauri? E che cosa può imparare l'uomo dalla loro vicenda? Fra poco, il 12 febbraio 2009, sarà il duecentesimo compleanno di Darwin! Auguri a lui e a tutti gli scienziati, i nostri compagni di viaggio in cui abbiamo ritrovato un po' di Darwin, gli studenti e professori delle università di Milano Bicocca, Pavia, Bologna, Ferrara, Padova, Firenze, Siena, Roma Tor Vergata più il Museo di Storia Naturale di Milano... Sono stati degli ottimi compagni di viaggio: partendo dalle iguane delle Galapagos, dai primati del Brasile, dai grilli della Patagonia, ci hanno messo di fronte a temi che nessuno di noi, oramai, può permettersi di ignorare: la biodiversità, il clima, l'energia, la globalizzazione, l'economia, insomma... l'evoluzione, cioè il meccanismo che spiega passato-presente-futuro dell'Universo."

Grazie Darwin, buon compleanno!

Vi consiglio inoltre di visitare il loro sito:

http://www.velistipercaso.it/

to be continued..

 

postato da: Italosaurus alle ore 23:49 | link | commenti
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giovedì, 23 agosto 2007

Oreopithecus.. ci aveva provato.

Peso stimato: 32 kg; altezza: 1 metro e 10; sesso: maschio; segni particolari: bipede.. E' il 2 agosto del 1958, quando un operaio al lavoro nella miniera di lignite(presso Baccinello,Toscana)compie un importante scoperta: rinviene lo scheletro quasi completo di un oreopiteco vissuto circa 8 milioni di anni fa. Vi chiederete cosa sia un oreopiteco, anzi un 'Oreopithecus bambolli. E' un primate, una scimmia antropomorfa, piuttosto piccola, che visse in quella che era l'Italia diversi milioni di anni fa, e con caratteristiche un po' speciali: probabile locomozione bipede, prima dei nostri antenati.. Resti dell'animale erano già stati rinvenuti nel lontano 1872(a Monte Bamboli), dal paleontologo francese Paul Gervais, che descrisse così la nuova specie di scimmia antropomorfa.  Nel corso degli anni altre località della Maremma( Acquanera, Casteani, Ribolla) e anche i depositi fluviali di Fiume Santo, in Sardegna, hanno fornito ulteriori reperti di Oreopithecus, molto simile in aspetto all'attuale gibbone(vedi sotto).

Sopra: Ricostruzione dello scheletro di un Oreopithecus  

Secondo uno studio dagli esiti inaspettati, condotto sul finire del secolo scorso da due ricercatori spagnoli( Salvador Moyà-Solà e Meike Köhler), questa scimmia era in grado di spostarsi regolarmente in posizione eretta! La locomozione bipede, la cui prima comparsa era posta a 3.7 milioni di anni fa, secondo questi studi andrebbe retrodatata a ben 4 milioni di anni prima, ovvero a 8 milioni di anni fa. All'epoca l'oreopiteco, appartenente alla famiglia degli Oreopithecidae, abitava una grande isola boscosa composta dalle attuali Toscana meridionale e Sardegna. Ma da dove vi è arrivato?  L' O. bambolii discende probabilmente dal Nyanzapithecus, suo stretto parente del Kenya, ma antico di 15 milioni di anni. E' possibile che questa scimmia raggiunse il territorio europeo attraverso la Sardegna per poi proseguire per la Toscana(vedi cartina sotto). In poche parole questa scoperta confermerebbe che nel Miocene vi fosse un "ponte" tra l'aricipelago italiano e l'Africa(oltre che un ponto fra il blocco sardo-corso e la Toscana) 

Sotto: Ecco come appariva l'Italia 9 milioni di anni fa, all'epoca dell'Oreopithecus. Probabilmente un ponte di terra collegava Africa all'antico arcipelago italiano.

Da studi riguardanti la morfologia funzionale della mano, risulta che questo primate aveva sviluppato, come i primi ominidi, capacità manipolative di precisione, finora considerate esclusive dell'uomo e dei suoi diretti antenati, le Australopitecine. La possibilità di esercitare forza con il pollice nella presa di precisione dipende dalla presenza di un particolare muscolo, il flexor pollicis longus, e l'inserzione di questo muscolo nella falange del pollice è una caratteristica distintiva dell'uomo. Gli studi condotti hanno mostrato non solo che la falange del pollice di Oreopithecus presenta una zona di inserzione per questo muscolo, ma anche che tale area ha dimensioni e profondità confrontabile con quella presente nel pollice degli ominidi. Tali abilità manipolative, possibili solo nel caso di arti superiori svincolati da una funzione meramente locomotoria, accompagnate a caratteri morfologici della colonna vertebrale, delle ginocchia e dei piedi..sono proprie di una postura eretta.Comunque molti suoi tratti rimangono collegati ad uno stile di vita arboricolo, come gli arti superiori molto sviluppati e le grandi mani, utili nella brachiazione.

Sopra: Mani di Oreopithecus(il reperto a destra è conservato al Museo di Paleontologia di Firenze). In questo primate è evidente la convergenza evolutiva di alcuni caratteri con gli ominidi, malgrado non siano strettamente imparentati.

Comunque se fosse vero che l'oreopiteco era bipede ciò sposterebbe la comparsa del bipedismo non tra i grandi spazi aperti della savana africana, ma all'ombra dei fitti boschi temperati di un grande isola meditteranea del MioceneUna possibile spiegazione di questa evoluzione miocenica da abitudini brachiatorie(consuetudine delle scimmi arboricole di spostarsi volteggiando tra i rami) al bipedismo è basata in sostanza su considerazioni di risparmio energetico. L'assenza di predatori all'interno di un isola, priva di pericoli, avrebbe consentito a queste scimmie di abbandonare le abitudini arboricole per scenedere a terra. Spostarsi, procurarsi il cibo, esplorare il mondo circostante "camminando" determinò infatti un notevole vantaggio energetico. Studi condotti sulla quantità di energia spesa durante la locomozione, hanno dimostrato che spostarsi arrampicandosi e saltando di ramo in ramo è quattro volte più dispendioso che camminare. Questo ambiente privo di pericoli e quindi di stimoli, avrebbe d'altra parte scoraggiato ogni progresso dal punto di vista intellettivo e cognitivo. Forse anche questo sfavorì gli oreopitechi, quando..7 milioni di anni fa, la "sponda toscana" si unì al continente, ed una maggiore competizione per il cibo(unita alla presenza di abili predatori) avrebbero sopraffatto queste scimmie. Nel Miocene superiore una grande isola italiana sarebbe stata quindi un vero e proprio laboratorio evolutivo, dove sperimentare con successo soluzioni innovative, come la locomozione bipede e la manipolazione di precisione.

Sopra: Bellissimo dettaglio di Oreopithecus in un opera del grande paleoartista John Gurche (http://www.gurche.com/ ). Era forse questo il volto di "Sandrone"?

Nonostante tali successi, l'evoluzione ha decretato la sconfitta degli oreopiteci, relegando la loro esperienza a una sorta di prova generale in vista della comparsa dei primi ominidi. Buona parte dei resti di Oreopithecus è oggi conservata nel Museo di Geologia e Paleontologia dell'Università di Firenze, dove si trova, tra l'altro, lo scheletro completo di un individuo adulto noto confidenzialmente con il nome di Sandrone.

Link Italiani:

http://it.wikipedia.org/wiki/Oreopithecus_bambolii

http://web.tiscali.it/italianostra/work/oreo/cordy.htm

http://www.ribollastory.net/scimmia.html

Link stranieri:

http://www.pnas.org/cgi/content/full/94/21/11747

http://en.wikipedia.org/wiki/Oreopithecus

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categorie: paleoitalia
lunedì, 20 agosto 2007

Continua il viaggio di Darwin con quelli di "Evoluti per caso"!

SOPRA: Questo banner sul sito della rai è un po' imbarazzante^-^  Il progamma deve trattare di evoluzione, eppure l'illustrazione con la "marcia del progresso"(dall'australopiteco all'uomo moderno)è un immagine iconografica di controtendenza. Gli studi degli ultimi decenni provano che la nostra storia sia stata ben più complessa  e ramificata, ben diversa da questa semplice sequenza. Il grande evoluzionista Stephen Jay Gould, con i suoi libri, ha lottato per anni nel tentativo di distruggere questa immagine dell'evoluzione, eppure l'icona è ancora molto comune(purtroppo). Consiglio il suo libro "La vita meravigliosa", pubblicato dalla Feltrinelli, in cui discute dell'argomento.

Sul sito della Rai si trova anche l'intero secondo episodio(6 Agosto 2007)di "Evoluti per caso"..Esplorazioni a tutto tondo, dai fondali marini alle pendici del vulcano di Bartolomé, facendosi domande e trovando nella natura le risposte.

puntata(6 Agosto 07) : http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-TuristiPerCaso%5E16%5E31162,00.html

La prossima settimana poi, si parlerà finalmente di dinosauri e Patrizio incontrerà il paleontologo Cristiano Dal Sasso, per far visita a quelli del famoso progetto Argendino, di cui abbiamo tanto parlato^-^ Stasera invece il quarto episodio!(sempre alle 21:00, Rai 3) In questo troveremo(info dal sito velistipercaso.it):

"Continua il viaggio di Syusy Blady e Patrizio Roversi sulle tracce di Darwin. Altre tappe della circumnavigazione dell'America meridionale, assieme a studenti e docenti di 8 università italiane e del Museo di Storia Naturale di Milano, in occasione del bicentenario del grande naturalista inglese. In questa puntata Patrizio è con Telmo Pievani, filosofo della Scienza dell'Università di Milano Bicocca, in Ecuador, per scoprire il segreto della longevità degli abitanti di Vilcabamba: ci sono motivi biologici o culturali? Centenari si nasce o si diventa? Syusy è col gruppo di studenti di Bologna guidati da Davide Pettener, bio-antropologo, in Perù: parte da Callao - dove è passato Darwin - ma poi si spinge, da Lima, sulle Ande, dove Darwin non è riuscito ad andare (ma sarebbe stato ben felice di andarci!).
Sia pure divisi e in luoghi diversi, i due gruppi seguono il medesimo filo narrativo, approfondiscono lo stesso argomento: il mercato equo solidale. Guidati dagli operatori di Altromercato e dai loro corrispondenti sudamericani, ci raccontano come funziona questo strumento per l'evoluzione umana, il mercato equosolidale appunto, che evita la marginalizzazione di intere comunità, altrimenti espulse e condannate alla povertà e all'emigrazione, dalle leggi del "libero" mercato. Syusy segue la filiera del cotone, Patrizio quella della banana: un percorso bellissimo a livello paesaggistico, interessante a livello economico e sociale e soprattutto in tema con la difesa della biodiversità, il nocciolo dell'argomento darwiniano.Poi Syusy andrà a Nazca, ad indagare sule famose "linee" che si leggono solo dal cielo, e Patrizio invece a Chiloè raggiungerà, a bordo di Adriatica, il gruppo di biologi dell'università di Padova, guidato da
Maria Berica Rasotto e Rudy Costa con i quali inizierà dallo studio dei molluschi per arrivare alla politica di prelievo della pesca, compatibile con la difesa del patrimonio ittico.
Sulle Ande Syusy, avrà un incontro importante e rarissimo con la popolazione degli Uros, una etnia che vive su Isole galleggianti sul Lago Titicaca, a 4.000 metri d'altezza. Per la prima volta in assoluto il prof Pettener e i suoi allievi bioantropolgi hanno prelevato agli Uros il DNA, per svelare il mistero della loro provenienza. Infine Patrizio, lasciato il gruppo di ricercatori di Padova a navigare nei canali cileni a bordo di Adriatica, raggiunge il gruppo dell'Università di Roma Tor Vergata del professor
Valerio Sbordoni, con il quale andrà nel Parco del Paine e in Argentina, sul Perito Moreno. Partendo da un grillo che vive nelle grotte, si arriverà a dimostrare e raccontare lo sviluppo geologico della Terra, da Pangea ai giorni nostri.
Evoluti per caso, divulgatori per passione: un viaggio avventuroso e interessante, in cui si dimostra che i ricercatori universitari sono stupendi compagni di avventura!"

Vi consiglio inoltre di visitare il loro sito:

http://www.velistipercaso.it/

http://www.velistipercaso.it/cronaca/default.asp?id=1610

to be continued..

postato da: Italosaurus alle ore 13:18 | link | commenti (1)
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